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Toy Story 3 - La Grande Fuga (L. Unkrich)

  • Scritto da Marco Guardanti

toy story 3 locandina

toy story 3 locandina
Facile adesso, dopo i vari “Wall-E”, “Shrek”, “Giù per il tubo” e “Cattivissimo me”, non meravigliarsi di fronte alla pienezza delle animazioni rese con la computer grafica. Chi poteva resistere, invece, nel 1995?

Quando arrivò lui, il capostipite: “Toy Story”. Da lì in poi, il tratto a due dimensioni entrò in crisi, mentre il suo successore si espandeva sino a produrre chicche e porcherie in disparata quantità. A quindici anni di distanza, una decade abbondante dopo il buon “Toy Story 2”, le gesta del cowboy Woody e dello Space Marine Buzz, che avevano aperto le danze, ritornano sullo schermo. E sono qualcosa di strepitoso. Dimenticate la comicità becera, le trame scontate, le sceneggiature irrisorie, le animazioni scostanti. “Toy Story 3” non è un film per bambini. E’ un film per chi ricorda di esserlo stato, a volte sogna di tornarlo, ma sa che non lo sarà mai più.

“Toy Story 3” chiude e corona un’epopea mai banale e uguale a se stessa, con una delicatezza e un estro unici. “Toy Story 3” è un film che chi non lo guarda perché dice “che palle i cartoni” non ha capito niente non solo di cartoni, ma anche di cinema. “Toy Story 3” è una meraviglia. Punto e a capo. Poche saghe hanno saputo mantenere la propria identità, rinnovando i temi ed evolvendo, quanto quella dei giocattoli animati di casa Pixar.

In questo terzo capitolo, il fu bimbo Andy diventa ragazzo, parte per il college e deve decidere cosa fare dei suoi trastulli d’infanzia. L’affetto di ieri si scontra con la realtà dell’oggi e la prospettiva del domani. A che servono i giocattoli a un quasi adulto? Cosa resta delle proprie abitudini al di là di un pizzico di beata nostalgia? Ce lo chiediamo noi, ma se lo chiedono anche i giocattoli stessi, finiti in un asilo infantile da cui vogliono fuggire, tra crisi d’abbandono, prove d’amicizia, flebili speranze e pure illusioni.

E mentre il film si snoda tra momenti di genuina comicità e picchi di lirismo assoluti, la vicenda sullo schermo si fa storia nostra personale. Chi non ha a casa, in qualche baule o in qualche cassetto, un proprio vecchio amatissimo giocattolo? Un Woody di cui non siamo riusciti a disfarci? Per pigrizia, magari. O per abitudine. O forse, chissà, perché sotto sotto sappiamo ancora sognare che, di notte, il nostro Woody si animi, prenda vita e si lanci in quelle avventure che riuscivamo a immaginare da piccoli. E che, magari, in qualche caso riusciamo ad immaginare ancora oggi. Grazie anche a piccoli capolavori come questo.

Voto: 9

Info Film:

 

USA 2010 Regia di Lee Unkrich Voci: Tom Hanks, Michael Keaton, Joan Cusack, Tim Allen, John Ratzenberger Durata: 103 min Animazione