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Sweeney Todd (T. Burton)

  • Scritto da Orazio Martino

sweeney todd locandina

sweeney todd locandina
La premiata ditta Burton-Depp sforna l’ennesimo gioiellino, nero come un carbone epifanico. Una favola dai toni oscuri che sposa alla perfezione personaggi grotteschi. Già un cult.

“Il diabolico barbiere di Fleet Street” è l’ultima sperimentazione di Tim Burton, opera corale a tinte gotiche capace di attingere tanto dalle atmosfere malsane alla Jack The Ripper quanto dalla traculenza horror degna del miglior Dario Argento, traslazione cinematografica di uno storico e pluripremiato musical Broadwayano: Sweeney Todd. Lo scenario è una degradata Londra milleottocentesca, oscura e corrotta, laboriosa e povera, territorio di vendetta dell’ex signor Benjamin Barker, un tempo padre innamorato; implacabile giustiziere oggi. Ingiustamente accusato e mandato in esilio, diverrà mattatore di una ritorsione efferata come luccichio delle sue lame.

Un vendicatore freddo dal sentimento paralizzato che troverà complicità affine in Mrs Lovett, titolare di una locanda e fabbricatrice in crisi di torte, eternamente in attesa del primo cliente. E da tale incontro si articolerà l’introspezione psicologica attorno ai personaggi. Da un lato il barbiere dal fascino chirurgico (magistralmente interpretato da un Johhny Depp che si scopre canterino), assetato di sangue e scettico su di un possibile ritorno dell’umana bontà; dall’altro la bottegaia (Helena Bohnam Carter), aspirante socio, in amore e in affari, accecata dalla gelosia e con un sogno di nozze nel cassetto. Dalla finestra della locanda (un po’ Corvo un po’ Batman) ad osservare l’intero andazzo londinese, i due sono in cerca di prede da sezionare, bastardi da punire e clienti da adescare; un oceano oscuro e musicato questa Londra polverosa, fiumi di sangue a renderlo spettrale. Mai tanta violenza in un film di Tim Burton.

Sadicità e corruzione sibilanti tanto nella vigliaccheria dell’alta borghesia (giudice Turpin su tutti) quanto nei succulenti pasticci della signorina Lovett; esempi allegorici di quanto la natura umana possa essere sfacciata nel divorare l’essere umani stesso. Profana negatività che si cela dietro una totale assenza di baci romantici e gag veramente sdolcinate, con i personaggi più indulgenti (il marinaio e la sua amante) a passare quasi completamente inosservati, volutamente abbandonati sul lastrico della superficialità. Spazio quindi a ciarlatani italiani che spacciano piscio di cani per pozioni anti calvizie (un Sacha Baron Cohen nuovamente comico ma finalmente libero da stereotipi ).

Spazio a vagabondi dal passato incerto ed ai bambini orfani dalla curiosità incontrollata. Spazio ai volti polverosi e pallidi, ai manicomi di donne ed ai marchingegni industriali. Il tutto pervaso da un accento a tratti grottesco, spassosissimo e raffinato soprattutto nelle suite musicali, spesso imprevedibili e costantemente “sul filo del rasoio”. Come un Dottor Jackyll che a cena con Edward Mani Di Forbice progetta un inedito Mr Hyde. Sweeney Todd non è il Willy Wonka della “Fabbrica di Cioccolato“. Occhio ai vostri bambini, miei cari genitori!

Voto Orasputin: 7,5

Voto Brucewoland: 6

Info Film:

 

USA-Gran Bretagna 2007 regia di Tim Burton con Johnny Depp, Melena Bohnam Carter, Sacha Baron Cohen durata: 116 min Musical, Horror