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Shutter Island (M. Scorsese)

  • Scritto da Gli Osservatori Esterni

shutter island locandina

shutter island locandina
Sei un assassino psicopatico? Fatti una vacanza a Shutter Island! Nel pacchetto inclusa lobotomia, colloqui con psichiatri un tantino diabolici e cocktail di ricordi, sangue e clorpromazin.


Un biglietto è già stato acquistato da Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio), agente FBI con trascorsi di alcolismo, crimini di guerra e moglie bruciata viva. L’agente arriva sull’isola con il compito di cercare una paziente del carcere psichiatrico, madre amorevole che ha annegato i suoi tre figli, ha rimosso ciò che ha fatto e dopo ventiquattro mesi di reclusione ha deciso di scappare. Il tour sull’isola prevede inoltre uragani, esperimenti nazisti, olocausto, maccartismo e ambiguità che renderanno Teddy e gli spettatori prigionieri incapaci di distinguere fatti e distorsione della realtà, sanità mentale e schizofrenia. È necessario dubitare di ciò che si vede e scrollarsi di dosso lo spirito critico per capire "Shutter Island".

Bisogna intraprendere un viaggio allucinante, incomprensibile, un labirinto tra psiche deviata e spioventi rocciosi. Teddy vuole capire cosa succede sull’isola, vuole dimenticare le sue esperienze traumatiche, lottare contro cospirazioni, psichiatri meschini e soprattutto contro il proprio cervello. Per fare questo è necessario guardare con sospetto ogni gesto, ogni sguardo e ogni frase pronunciata da sani e pazzi, ruoli sempre intercambiabili tra loro. Ciò che sta succedendo è evidente, ma ciò non importa. Quello che conta è guardare la pazzia da un’altra angolatura, i fatti sotto un’altra veste, la violenza come componente imprescindibile della personalità. Scorsese gira un film che colpisce sicurezze e coordinate etiche, con la sola volontà di dimostrare quanto dubbioso sia il passato e quanto traumatico possa essere il presente. Le bimbe cianotiche sott’acqua, le cicatrici di Andrew Laeddis (Elias Koteas), la paura di George Noyce (Jackie Earle Haley) sono mattonate sull’angoscia dello spettatore.

I flashback, alcuni gesti e qualche inquadratura fotografano le vicende forse in maniera troppo evidente non lasciando spiragli alla storia (cosa che invece fa il libro "L'isola della Paura" di Dennis Lehane), ma non stiamo guardando un thriller, un horror o un giallo, ma un semplice viaggio nella pazzia, nell’angoscia e nella sfiducia verso gli altri e noi stessi. Non c’è bisogno di indovinare, ricercare indizi o valutare conseguenze. È necessario immergersi nell’instabilità degli eventi e farci cullare e traumatizzare da essi, per diventare testimoni inconsapevoli di questo stupendo processo kafkiano. Vivere da mostro o morire da uomo per bene? La risposta ve la trovate voi.

Voto: 8

Info Film:

USA 2010 regia di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson durata: 138 min Drammatico