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Scott Pilgrim vs The World (E. Wright)

  • Scritto da Diego De Angelis

scott pilgrim locandina

scott pilgrim locandina
Quando si compie la trasposizione filmica di un fumetto o di un videogioco troppo spesso il passaggio è terrificante. Si perde di qualità, di originalità, e purtroppo bisogna scendere a patti.

Rendere la cosa troppo fumettistica, magari esagerando con poteri sovrumani, muscoli esagerati e super eroine più troie che super si finisce in un kitsch alla Batman pre-Nolan, come quello di Schumacher. C’è chi ha esagerato, utilizzando lo stesso modello fisico dei fumetti e dei videogiochi trapiantandolo nei film. Stiamo parlando di barre di energia che si riempiono, vite 1 up alla Super Mario che saltano agli occhi, musichette di Zelda che accompagnano il protagonista. Detto così sembra un disastro, ma Edgar Wright compie un miracolo generazionale. Il nostro regista inglese ha già dimostrato di essere uno dei migliori in circolazione, il suo "Shaun of the Dead" non se lo scorda nessuno, e con "Scott Pilgrim vs The World" ha tentato il colpaccio. Ammetto che del fumetto da cui è tratto, disegnato e narrato dal canadese Brian Lee O’Malley, ho letto solo il primo volume. Mi è bastato per capire come Wright non solo sia riuscito a strappare l’anima del fumetto a suo favore, ma addirittura ha infarcito il film di citazioni ai videogiochi che nel fumetto sono secondarie. Perché l’opera del fumettista canadese è una dichiarazione d’amore ai manga e alla generazione che mangiava a colazione le opere di Akira Toriyama e Miho Obana ("Il giocattolo dei bambini").

Il regista inglese omaggia anch’egli la nipponia, ma lo fa diversamente, citando Pac-Man, Super Mario, Street Fighter, Zelda, la Nintendo… Devo continuare? Edgar Wright riesce a dare vita musicale alle parole e agli strumenti dei Sex Bomb-Omb, il gruppo musicale formato dal bassista Scott, una lentigginosa batterista e Stephen Stills, cantante e chitarrista, talento e archetipo del musicista indie contemporaneo. Scott Pilgrim (Michael Cera) frequenta una liceale di origini cinesi, ma nei suoi sogni c’è sempre una strana ragazza dai capelli viola e rollerblade che lo tormenta. La sua è una vera e propria ossessione e teme di innamorarsi di una finzione. Poi, un giorno, scopre che quella ragazza esiste davvero e che si chiama Ramona (Mary Elizabeth Winstead). La trama altro non è che la vita di un ventitreenne che s’innamora perdutamente dell’amore della sua vita. Attorno a questo tema viene costruita una piramide di fantascienza e fumetti, dove Ramona si scopre capace di viaggiare nei sogni della gente per compiere velocemente le distanze (è un corriere di Amazon), e che i suoi ex hanno formato una Lega che vuole eliminare il suo spasimante.

Scott e gli ex della Lega sono capaci di combattere sparando palle di fuoco e compiendo arti marziali fuori dall’umano, ma alla gente sembra tutto normale. E’ ovvio, questo film non è per quelli che non hanno passato la giovinezza con il Super Nintendo tra le mani o aspettando l’uscita mensile della Star Comics, o che non abbia mai sognato di spassarsela con le ragazze degli X-Men. C’è una confusione controllata di luci, colori, dialoghi, suoni, che vogliono rappresentare e sono l’essenza della nostra generazione. Se i protagonisti, il timido Cera e la bellissima Winstead (per quale ho un debole fin dai tempi di "Grind House") sembrano usciti direttamente dal fumetto, anche gli altri personaggi non sono da meno.

Meraviglioso Brandon Routh che fa la macchietta del suo stesso Superman in "Superman Returns", Kieran Culkin nel coinquilino (Wallace) gay di Scott e Jason Schwartzmann (Gideon) nel Boss finale è una chicca. Oltre alla regia divina di Wright, da elogiare il montaggio di Jonathan Amos, nell’arduo compito (riuscito) di dare un senso visivo e logico a quello che rischiava di diventare un abominio. Siete pronti ad affrontare i Sette Malvagi Ex? PS Ho avuto la fortuna di ammirare il film in lingua originale, ma il dispiacere di vedere il trailer italiano. Sappiate che la traduzione pessima vi farà storcere il naso più di una volta sui dialoghi, letteralmente fatti a pezzi in originalità.

Voto: 9

Info Film:

Usa, Canada, Gran Bretagna 2010 regia di Edgar Wright con Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin Durata: 112 min Azione