Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Respiro (E. Crialese)

  • Scritto da Skapho

respiro locandina

respiro locandina
Lampedusa. Grazia (Valeria Golino) è una ragazza, moglie-madre, che passa le sue giornate sull’isola siciliana con continui sbalzi d’umore e bersagliata dai moralismi di una terra che a lei sta stretta.


Grazia viene vista come malata, affetta da schizofrenia e invitata ad andarsi a curare a Milano. Un giorno tutto ciò cambia. La donna in uno dei suoi attacchi di giovialità libera tutti i cani randagi dell’isola che invadono le strade costringendo gli abitanti ad imbracciare i loro fucili e sterminare le povere bestie. La scena successiva è raccapricciante: Grazia e suo figlio Pasquale (un bravissimo Francesco Casisa per la prima volta sul grande schermo) camminano per una via delle città mentre delle signore sui marciapiedi puliscono a gran secchiate il sangue degli animali appena uccisi. Grazia, dopo l’ennesimo invito a trasferirsi a Milano per curarsi da parte della suocera, davanti ad un marito, Pietro (un impressionante Vincenzo Amato), indeciso fino all’ultimo fra i consigli della madre e la volontà della moglie, decide di abbandonare tutto e tutti, scappando. Pasquale riesce a trovare la donna e a convincerla a restare sull’isola in una grotta che solo lui conosce.

La donna accetta e Pasquale tiene la bocca chiusa. Inizia una caccia sfrenata alla donna da parte di Pietro, che cerca ininterrottamente la moglie “sguinzagliando” figli e amici su tutta l’isola. Dopo lunghe ricerche Pietro trova sulla spiaggia il vestito di Grazia e irrimediabilmente, come tutti, suppone il peggio. I tre grandi falò sulla spiaggia per Grazia e la conclusiva immersione finale di tutti lascia lo spettatore davanti ad un indefinito-poetico-suggestivo finale. Emanuele Crialese, con la sua regia, pone l’accento su uno dei film italiani più belli dell’ultimo decennio. Le scene subacquee, accompagnate da una colonna sonora di pregevole fattura ad opera di John Surman, ci indicano il senso della psicologia della donna cui gira intorno la sinossi del film: il mare è(e?) la libertà. Nelle scene iniziali del film vediamo Grazia che spensierata si avvolge in una rete da pescatore in un dialogo col marito, come a significare il suo senso di intrappolamento sulla terra ferma, su quella terra circondata dal mare che ne è sua croce (isolamento) e delizia (libertà). Grazia è un personaggio complesso, impulsivo cui stanno strette le tradizioni e i moralismi della gente di Lampedusa ottusa e convinta che la sua espansività sia una malattia.

Crialese e l’ottima interpretazione della Golino ci danno il senso di tutto ciò in un’atmosfera surreale di una terra che ci sembra quasi un mondo parallelo, ma allo stesso tempo vicino. Da segnalare anche: l’ottima interpretazione di Filippo Pucillo, un bambino che dall’inizio del film vorresti prendere a schiaffi, ma che alla luce di ciò che accade, mostra un attaccamento e un legame talmente forte alla famiglia e alle sue vicende tanto da sembrare più maturo della sua giovane età e di tanti altri ottusi personaggi dell’isola di Lampedusa; e la scena in cui Pietro posa una statua della madonna sul fondo del mare . La trama non è lineare, segue più storie che fondamentalmente non si portano a compimento, lasciandoci l’impressione di un moto continuo e imperturbabile, proprio come quello del mare, posto nel quale Grazia può sentirsi finalmente libera di respirare.

Voto Skapho: 7,5

Info Film:

Italia 2002 regia di Emanuele Crialese con Valeria Golino, Vincenzo Amato, Francesco Casisa durata: 100 min Drammatico