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Pi Greco - Il Teorema del Delirio (D. Aronofsky)

  • Scritto da Michele Ciliberti

pi greco locandina

pi greco locandina
Raggiungere la conoscenza è un’implacabile tensione che scava lentamente nel cervello e che ferma d’un tratto il cuore, lasciando lo spettatore esanime tra pesci rossi e spirali bianche e nere.

Il regista Darren Aronofsky tesse questa lezione di vita a scapito di chi guarda, facendosi beffa di noi tutti in maniera più che ignobile. Confeziona, infatti, in 84 minuti un pacco regalo che una volta aperto dovrebbe mostrare la chiave dell’esistenza, il codice da cui tutto nasce e dove tutto finisce. Una volta scoperto l’arcano, però, lascerà intendere che tutto è illusione, tutto è discutibile, tutto è sgranato e ciò che vedi fuorviante. Tutto succede perché così deve andare, perché è tutto scritto nella spirale, ovvero la sostanza prima che porterà il protagonista, Max Cohen (Sean Gullette), matematico esperto di borsa, a una brutta fine riservata da millenni ai matematici.

Non vi è colpo di scena, ma un destino infame che renderà l’inconsapevolezza e l’ignoranza un dolce frutto succoso da gustare con parsimonia. Aronofsky, in questo suo primo lungometraggio, ci conduce all’essenza della vita con una vivace turbinio di stati d’ansia, di spasmodici moti viscerali e di decisi calci sulle gengive. Ogni inquadratura, ogni movimento della camera (quasi sempre in spalla), ogni singolo montaggio confonde e svia lo spettatore dal tentare di giudicare o affidarsi alla ragione.

Non si può avere fiducia nel denaro, rappresentato da vili e opportunisti “materialisti”; da evitare dio e i suoi emissari in terra, fanatici senza morale che fanno della realtà un simulacro delle loro paure; le persone comuni, ahinoi, sono addirittura il male puro, sterili nella loro semplicità e nei loro buoni intenti. Ogni scena è proposta allo spettatore coll’intento di renderlo incapace a fornire un’interpretazione adeguata alla storia. Ci si chiede allora se ci si trova di fronte agli incubi del protagonista, genio ossessionato dai numeri e dalla complessità del mondo, o se stiamo solo osservando i deliri di un pazzo menomato, che nel finale rimarrà inebetito e felice.

Aronofsky non dà uno sguardo prospettico, non dà finale e, a dire il vero, non dà né inizio né sviluppo né vita ai personaggi di contorno. Il susseguirsi di paranoie e incubi offrono un giro infernale su una giostra vorticosa, dove le emicranie di Max e gli spasmi nella mente dello spettatore, umiliato dallo spaesamento, porteranno a regalarci un film che dice tanto senza mai aprire bocca.

Voto: 7

Info Film:

 

USA 1997 regia di Darren Aronofsky con Sean Gullette, Mark Margolis, Ben Shenkman durata: 85 min Thriller, Fantascienza