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Non è un Paese per Vecchi (J. & E. Coen)

nonn è un paese per vecchi locandina

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Permeato pricipalmente di una ironia di fondo efficacissima e controversa (“Il Grande Lebowsky“, “Fratello dove sei?“), ma anche di un esistenzialismo e di una presa di coscienza della vita e delle sue casualità (“L’uomo che non c’era“), il duo di Minneapolis si era un pò adagiato sugli allori con gli ultimi due lavori (“Intolerable Cruelty” e “The Ladykillers”), girovagando senza meta su una pseudo-comicità a tratti accecante a tratti banale. Adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Cormac McCarthy, “Non è un Paese per Vecchi” dimostra cosa possono combinare i fratelli Coen con la macchina da presa, facendoli collocare di prepotenza fra gli indiscussi talenti dei nostri tempi. La casualità, la pazzia, la rassegnazione, l’amore, l’ironia, tutti fattori che in questo film hanno una loro precisa connessione e collocazione.

Siamo nel Texas, anni ’80. Tutto parte quando un reduce del Vietnam e ex-saldatore in pensione, Llewelyn, s’imbatte (per caso) in una strage (con anche un cane morto al seguito), molto probabilmente lo scenario di uno scambio di droga andato male, dove trova una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Lì trova un sopravvissuto che chiede acqua, ma lui incurante se ne va per poi ritornarci la notte stessa in preda ai suoi rimorsi di coscienza. La casualità prende tinte oscure e sfortunate: lì c’era una macchina con alcuni messicani che lo notano, e lo inseguono.

Parte così la fuga di Llewelyn, fuga da non si sa bene chi o cosa. Nel frattempo un pazzo omicida, Anton Chigurh (un stupendo e inarrivabile Javier Bardem, premiato con un meritatissimo oscar) compie omicidi a ripetizione senza senso, fin quando non lo assoldano per ritrovare Llewelyn. Dall’altra parte c’è uno sceriffo, Bell (Tommy Lee Jones), vecchio e ormai stanco, in preda alle sue riflessioni su quanto sia insensato tutto questo, su quanto la lotta con la criminalità sia impari, e su quanti pazzi ci siano in giro. Uno di questi pazzi è sicuramente Anton Chigurh (chiamato “Sugar” da Llewelyn), e qui non posso non soffermarmi: il personaggio costruito dai fratelli Coen (assieme naturalmente a McCarthy) è assolutamente stupefacente in quanto a cattiveria, nonsense, capacità di alienare lo spettatore. Non è uno dei classici “cattivi” del film (quelli sono i messicani), ma è molto di più. Anton Chigurh rappresenta l’opposto dello sceriffo Bell, la pazzia contro il raziocinio, la bestialità contro l’umanità. Anton Chigurh rappresenta anche i rimorsi di coscienza dell’onesto Llewelyn, rappresenta quell’acqua che non ha portato al messicano ferito e assetato. Anton Chigurh rappresenta una partita persa a testa o croce.

Anton Chigurgh non è un vecchio. Quindi è di questo paese, in cui non si dice più né “grazie” né “per favore”. Per tutta la durata del film non vi è una sola nota, niente musica, niente accompagnamento, il silenzio qui è al cardiopalma e se Anton Chigurh controlla che i suoi stivali siano puliti, allora vuol dire che qualcuno è morto. La casualità non è mai stata così violenta, e la violenza non è mai stata così devastante. “Non è un Paese per Vecchi” è un film simile per molti versi ai capolavori di David Lynch. Tante sono le autocitazioni nel film, tante sono le chiavi di lettura, tante le interpretazioni che vanno al di là di banali considerazioni su morti e vecchi, omicidi e fuggitivi. Ha i suoi difetti, certo: il finale lascia un po’ a desiderare, volutamente prolungato per raggiungere un colpo di scena riuscito solo a metà, e non si capisce bene quale sia il vero ruolo dello sceriffo Bell, oltre naturalmente alla parte del “vecchio”, ma sono difetti trascurabili rispetto al resto.

I fratelli Coen sono riusciti a realizzare un film di consumo ma anche di nicchia, ma la vera perla per cui questo film non morirà mai è sempre lui (lo ribadisco), Anton Chigurh (e naturalmente la magistrale interpretazione di Bardem, che ha superato se stesso, dai tempi di “Mare Dentro”), con quei suoi capelli ridicoli e quella sua tetra camminata da marionetta. E ai vecchi sceriffi non restano altro che chiacchiere sui bei tempi andati. E questo è quanto. Come si suol dire.

Voto: 8

Info Film:

 

titolo originale: “No Country for old Men” regia di Joel & Ethan Coen con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson durata: 122 min Thriller