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Magnolia (P. T. Anderson)

magnolia locandina

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Dai miei rimandi de “Il Petroliere” mi sono ripromesso di riaffrontare la visione di questo “Magnolia“, dopo averlo visto in ignorante età.


Mi sono messo comodo, ho finito tutte le faccende che dovevo fare in fretta e furia, mi sono psicologicamente preparato a stare seduto su una sedia per tre ore, mi sono fatto il segno della croce, e ho iniziato la visione di “Magnolia”. È assurdo come i ricordi vengano a galla con una prorompente malinconia ed una adorazione quasi paesaggistica e insensata di quello che si è stati e che abbiamo visto e vissuto. Alla fine del film l’esclamazione “che cazzo di film!” è stata istintiva, un’esclamazione non certo negativa. Tre ore. Per la puttana, tre ore sono toste da reggere. “Inland Empire” di Lynch è tutto quello che si vuole (capolavoro, schifezza), le sue (quasi) tre ore si reggono, si, ma a malapena. Invece le tre ore di “Magnolia” scorrono eccome, per la miseria. Scorrono che è un piacere, tempi morti non ce ne sono, e se ce ne sono sono piacevolissimi.

E poi, ragazzi, che regia!!! Quella cazzo di telecamera che gira veloce, che si stoppa all’infinito, che dipinge, crea, fa disperare, fa sognare. “Magnolia” è il classico film-schifezza reso capolavoro dal regista-talento della situazione, quel Paul Thomas Anderson del discreto “Boogie Nights“. Dialoghi quasi alla Quentin Tarantino si alternano a momenti di patetica tristezza, la musica che ora è sottofondo ora sovrasta i dialoghi stessi, un film che più schifosamente hollywoodiano non si può (c’è Tom Cruise, quindi…), ma nello stesso tempo un film che manda a fanculo tutte le regole hollywoodiane (tre ore così nessuno ha mai avuto il coraggio di proporle). “Magnolia” è il classico polpettone superinfarcito di storie fra le più disparate, storie tutte già viste e riviste, usate e abusate (il passato che ritorna, dobbiamo fare i conti con il passato, bla bla bla…), ma il modo di farle vedere è assolutamente stupendo, sembra non ci sia spazio per rifiatare, continui cambi di situazione (specialmente nella parte centrale, durante la trasmissione “Cosa i bambini sanno?“), fino ad arrivare alle patetiche conclusioni finali. Si, ma come??? Sotto una violenta pioggia…di rane. Anderson è riuscito a rendere drammatica e disperata pure una pisciata nei pantaloni.

E poi quel Tom Cruise (bravo, ma più bravo in “Collateral“) che con quel suo slogan da deficienti, “Rispettate il cazzo”, sembra sfottere il Tom Cruise vero, quello della realtà, quello di “Mission Impossible“. E poi quella Julianne Moore che da puttana arraffasoldi diventa commovente moglie innamorata persa di suo marito, completamente rincoglionita dalle droghe, fino ad arrivare ad un patetico tentativo di suicidio. E poi c’è suo marito, uno stronzo che solo perchè sta morendo di cancro è diventato più buono di Grande Puffo, ma rimane sempre un succhiacazzi, anche per suo figlio, guarda caso il dio del cazzo. E poi c’è il presentatore buono e disperato (anche questo malato di cancro) che si scopre un’altro stronzone da guinness dei primati. E poi c’è quel poliziotto timorato di Dio che si innamora della cocainomane di turno, e che sembra essere il personaggio fulcro del film.

E poi c’è il bambino pisciasotto, il padre stronzo, l’ex bambino prodigio diventato frocio e fallito, l’infermiere sentimentale (sempre ottimo Philip Seymour Hoffman) e tante e tante vite che o si intrecciano o si sfiorano. Los Angeles è solo una scusa, Magnolia Boulevard anche, la vita è vita da tutte le parti. Così hollywoodianamente vita!!! Dare un voto a “Magnolia“, film grottesco e allo stesso tempo drammatico, è come dare un voto alla Pietà di Michelangelo o a uno dei tanti Vacanze di Natale di quei due attorucoli di De Sica e Boldi: che voto vuoi dare a queste due opere?? Un 10 a Michelangelo ed uno zero tondo a Vacanze di Natale? Macchè! Hollywood non è mai stata così pateticamente perfetta. Ma la mia (altrettanto patetica) mania di dare voti si impone alle mie inutili riflessioni. Che cazzo di film, ragazzi!!!

Voto: 8

Info Film:

USA, 1999 regia di Paul Thomas Anderson con Julianne Moore, Tom Cruise, William H. Macy, Philip S. Hoffman, Philip Baker Hall durata: 188 min Drammatico