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Lasciami entrare (T. Alfredson)

  • Scritto da Orazio Martino

lasciami entrare locandina

lasciami entrare locandina - lasciami entrare locandina
"Entrate, entrate!" Una lezione spiazzante ed aggiornata sul modo di concepire i sentimenti umani. Capolavoro destinato a durare. Oskar è un ragazzino solitario che vive con sua madre, Eli una dodicenne succhia sangue appena arrivata in paese con suo padre. Il primo è un biondino che parla poco, deriso dai suoi compagni, patito di lettura non convenzionale; la seconda un’adolescente misteriosa, dalle movenze feline sulle quali ristagna uno strano odore di ghiaccio.

Scenario fiabesco è la provincia di Stoccolma degli anni Ottanta, landa della serenità come un geiser che espelle vapore, dove una giostrina malmessa incrocia gli appuntamenti (casuali e mirati) dei due protagonisti, sotto una coltre di neve ed un sole accecante durante le giornate. Seppur Eli necessiti di sangue umano per continuare a vivere, tra lei ed Oskar scatta la scintilla. “Lasciami Entrare” è un film sull’amore, sulla parità di sentimenti, nella fattispecie quando entrano in gioco figure mostruose. La genialità sta nel presentare due personaggi sentimentalmente uguali, facendone coincidere le emozioni: dodicenni incuriositi dalle dinamiche del cubo di Rubik, che comunicano in codice attraverso le pareti.

Non vi è nessuno mistero attorno ai vampiri, sin dalla seconda terza scena si capisce perfettamente dove si andrà a parare. Al contrario, è proprio Ali che tenta di mascherare la sua natura vampiresca per amore di Oskar, ma è pur sempre una bambina, quindi cade! Poi c’è lui che le racconta di come si è difeso dalle minacce dei suoi amici cattivi…passo dopo passo si arriva al compromesso finale, dettato da una sorta di complicità predatoria. Qui c’è poco da gridare, già il titolo del film è un inno all’ingenuità fanciullesca, le sequenze horror (di un efficacia devastante) e quelle drammatiche viaggiano sugli stessi identici binari, epici per un film indipendente. Non esiste che un uccisione faccia spaventare ed un abbraccio scaturisca lacrime, qui è l’esatto contrario (si veda la scena della signora infetta che invoca la luce del sole in ospedale). In più c’è la contestualizzazione sociale, orchestrata dallo presenza di questo assassino di cui si sa ben poco, poi c’è quel tale che appende come polli le sue prede.

Affrontati anche il fenomeno del bullismo, il trauma dei genitori divorziati, i paesaggi desolati e l’impotenza dell’uomo dinanzi alle difficoltà della vita. Non c’è scarto o rottura di ritmo; l’uniformità, la delicatezza, la soavità, sono le chiavi del film. Così come ci si emoziona dinanzi ad uno sguardo innocente ed insanguinato così ci sembra di rivivere i respiri finali di una faccia devastata dall’acido, quella del padre di Ali che cerca di togliersi la vita. Una riflessione così profonda sui sentimenti non si registrava dai tempi di “Frankestein di Mary Shelley“. Tra le citazioni, anche un poster dei Clash sullo sfondo di una casa abbandonata. La vera sorpresa della stagione. Entrate, entrate.

Voto Orasputin: 8,5

Voto MarPlace: 7,5

Info Film:

Svezia 2008 con Kare Hedebrant, Par Ragnar, Lina Leandersson Durata: 110 min Horror, Drammatico