Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

La Giusta Distanza (C. Mazzacurati)

  • Scritto da Diego

la giusta distanza locandina

la giusta distanza locandina
Un diciottenne, Giovanni (Giovanni Capovilla) ,che sogna di diventare giornalista, una ragazza emancipata che finisce a fare la maestra in un paesino e un tunisino che cerca in tutti i modi di essere italiano.


Sono gli elementi di base, che si intrecciano e danno vita a un film raccontato con estrema profondità da Carlo Mazzacurati, che ritorna per la terza volta nella sua carriera a raccontare di luoghi a cui deve molto. Protagonista del film è infatti l’ambientazione, la foce del Po, una terra che si perde tra Ferrara e Rovigo. Una terra resa magica grazie alla fotografia dell’ottimo Luca Bigazzi, non scade in una retorica da villeggiatura turistica, ma diventa un luogo irraggiungibile, che si perde tra il reale e l’immaginario. Il paesino (inventato) dove il protagonista cresce e perde l’innocenza attraverso la tragedia della morte è abitato da persone che sembrano avere millenni, immobili tra la nebbia e le foreste, come Ent Tolkeniani. Non a caso a velocizzare il tempo “annebbiato” è l’arrivo di un esterna, Mara (Valentina Lodovini), che fa innamorare Assan (Ahmed Hafiene) e Giovanni.

E’ un luogo reale, perché Giovanni lo racconta, e lo fa finire sui giornali regionali, potremmo quasi dire che diventa reale grazie alla sua funzione di giornalista. Il giornalismo diventa fondatore della realtà nella prima parte del film, ma raggiunge il suo scopo primario, di scopritore di realtà nella seconda parte del film, che diventa d’inchiesta investigativa. Un luogo immaginario, perché allucinato, che vive di personaggi stereotipati e silenziosi, dove i cani vengono uccisi da un misterioso serial killer e con il Po che porta alla riva anziane impazzite. Mazzacurati, grande sceneggiatore ("Marrakesch Express", "Notte Italiana"), è anche un sottovalutato regista, in grado di saper raccogliere una certa eredita felliniana, mescolandola ad un cinema puramente emiliano come quelli di Avati. La sceneggiatura, scritta anche da Doriana Leondeff e Claudio Persanti, è fluida e si sposa con lo stile registico di Mazzacurati, ma non manca di punti deboli, soprattutto durante la seconda parte del film, quando vuole diventare un giallo. Oltre ai temi del giornalismo e della perdita dell’innocenza quello dell’integrazione razziale è altro protagonista.

Assan è un meccanico tunisino, che sembra riuscire a vivere con estrema tranquillità in un paese veneto, a sapersi far apprezzare e stimare. Ma quando verrà accusato di omicidio allora rimarrà solo. I magistrati e lo stesso avvocato difensore faranno di tutto per sbatterlo in carcere, influiti (dichiaratamente e non) dal colore della sua pelle. I silenzi che spesso aleggiano tra le vie desolate del Polesine sono a volte sinonimi del Male. Lo percepiamo, ma i suoi effetti si vedono a sprazzi (come punti la morte inspiegabile dei cani). Ma chi è il Male? L’immobilità del tempo? Al richiamo già accennato a Fellini e Avati si può aggiungere una forte somiglianza con le opere letterarie di Tiziano Sclavi, che oltre ad essere il creatore di Dylan Dog è anche un grandissimo scrittore (provate "Dellamorte Dellamore" e "Apocalisse").

Tra l’altro Luca Bigazzi ha lavorato per l’unico film scritto da Sclavi stesso, Nero. Il film è impreziosito dalla presenza di Bentivoglio, nei panni del mentore di Giovanni, acuto giornalista, colui che definisce un buon giornalista all’interno di quella linea emotiva che chiama, appunto, “la giusta distanza”. Piccolo capolavoro italiano, tratta di un micromondo regionale senza voler essere provinciali stico, che parla di cose serie utilizzando metodi semplici e senza intellettualità, siamo all’essenza vera dell’arte.

Voto Diego: 8

Info Film:

Italia 2007 regia di Carlo Mazzacurati con Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini,Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso Durata: 106 min Drammatico