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Il Treno per il Darjeeling (W. Anderson)

  • Scritto da Michele Ciliberti

il treno per il darjeeling locandina

il treno per il darjeeling locandina
Intraprendere un viaggio di formazione in treno è sempre un’idea affascinante, la classica decisione per redimersi e dare una svolta alla propria vita. Questa volta l’avventura avviene a bordo del "Darjeeling Limited" e la meta è appunto il Darjelling, regione mistica dell’India.

La peculiarità di questo viaggio è che l’organizzazione parte dalla mente deviata di Wes Anderson, tour operator registico capace di rendere grottesco e divertente anche un ingorgo sul raccordo anulare capitolino. Il particolarissimo movimento di macchina, le allucinanti soggettive, il suo stile cromatico unico rendono l’evento indimenticabile, un’avventura a tappe totalmente rivelatrice perché caricatura illuminante dei tic e delle manie dell’uomo moderno che cerca pace e catarsi in Oriente ma rimane pur sempre frutto del nevrotico mondo occidentale. Francis (Owen Wilson) organizza questo viaggio per liberarsi dei fardelli del passato e per riabilitarsi alla vita dopo un tentativo di suicidio per (s)fortuna andato male.

Egli però non è l’eroe triste che intraprende il viaggio con genuina voglia di mutare, ma è un pazzoide in libertà col volto tumefatto che perde un dente ogni mezz’ora. Il viaggio naturalmente non verrà intrapreso in solitaria, ma la sua insicurezza travestita da maniacale precisione lo porterà a farsi affiancare dai suoi due fratelli, stupendi individui affetti d’asocialità sedata con miriadi di farmaci. Uno è il contradditorio Jack (Jason Schwartzman), timido ninfomane autore di racconti autobiografici “senza riferimenti alla realtà” e Peter (Adrien Brody), insicuro padre in dolce attesa e scippatore dei ricordi affettivi dei fratelli. I tre viaggiano per capirsi, per fidarsi, per confrontarsi dopo la morte del padre e la scomparsa della madre (Anjelica Huston), dispersa in Asia per scopi umanitari e personificazione della devianza che un genitore può trasmettere alla prole. Inutile dire che gli obiettivi si ribaltano, le dinamiche si complicano, i ruoli si ribaltano e tutto viene caratterizzato da una marea di risate isteriche tipiche del cinema di Anderson.

“Il Treno per il Dajeeling” è un esilarante dramma che mischia tutti gli elementi tipici della filmografia del regista texano: dalla concezione deviata della famiglia vista ne “I Tenenbaun”, all’insensatezza dei viaggi di formazione visti in “Le avventure acquatiche di Steve Zizzou”. Sembra poi di ritrovare l’artista adolescente di “Rushmore” cresciuto e impersonato da Jack (entrambi interpretati da Schwartzman) e i buffi e insicuri figuri presenti ne “Un colpo da dilettanti”. Memorabile appunto l’ultima scena nella quale vi è una carrellata di tutti i personaggi del cinema di Anderson, ognuno chiuso nel proprio scompartimento e parte imprescindibile del mondo a colori da egli creato. Certamente un viaggio da fare almeno una volta nella vita.

Voto: 7,5

Info Film:

 

regia di Wes Anderson USA 2007 con Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan Durata: 91 min Commedia, Drammatico