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Bastardi senza Gloria (Q. Tarantino)

  • Scritto da Gli Osservatori Esterni

Western splatterone, pseudo romanzo storico, favola grottesca postmoderna. E’ sempre difficile dare una definizione di genere alle pellicole di Tarantino e "Inglorious Basterds" non è da meno.

Il film, che esce nelle sale italiane il 2 ottobre con il titolo "Bastardi Senza Gloria", già dalla prima scena fa trapelare la sua natura evocativa e citazionista: campo lungo, un uomo barbuto che spacca la legna nel cortile, la figlia con il grembiule bianco e capelli neri che stende delle lenzuola sudice. Tutta al sapore di latte fresco e di western. L’ingresso del colonnello Hans Landa (Christoph Waltz) spezza l’idillio che si tramuta in tragedia: la famiglia ebrea che si nascondeva sotto il pavimento del cottage viene sterminata a suon di mitra; solo la figlia Shosanna (Mélanie Laurent) riesce a salvarsi. Questa è la prima delle macrosequenze che compongono la trama estremamente complessa costruita a modello di pack work. La scena successiva, infatti, introduce i Bastardi ossia un gruppo di soldati ebrei, capeggiati dal tenente Aldo Reine (Brad Pitt), che hanno un unico obiettivo: uccidere più nazisti possibile.

Già in queste prime scene risaltano dettagli preziosi che fanno ribadire: Eh si, è proprio un film di Tarantino; come l’origine sioux del tenente, gli scalpi e soprattutto la presenza di alcuni personaggi dalla psiche turbata come "l'Orso ebreo" che adora uccidere le sue vittime spappolandogli il cranio con una mazza da baseball. Il sangue non manca quindi, così come non manca una presunta casualità degli eventi che rimescola la situazione. Non ci aspettavamo che l’incontro tra 3 dei bastardi e l’attrice Bridget von Hammersmark (Diane Kruger), spia americana, finisse con una sanguinosa sparatoria in cui muoiono tutti trivellati, non ci si aspettava una Diane Kruger sanguinante su un lettino da veterinario con il dito di Brad Pitt infilato nella ferita. Ancor più non ci si aspettava di ritrovare Shosanna proprietaria di un cinema a Parigi, luogo in cui le due narrazioni si uniscono: sia Shosanna che i bastardi pianificano di incendiare il cinema per sterminare in via definitiva la piaga del terzo Reich.

Ovviamente la scelta del cinema come luogo dell’epilogo non è casuale; per il regista il cinema è il luogo in cui può succedere di tutto, dove la storia materiale è malleabile e riscrivibile; inoltre è la pellicola ad essere fatta di cinema come ci testimoniano i riferimenti a "Quel Maledetto Treno Blindato" di Enzo Castellari o il tributo al "Buono, Brutto e Cattivo" nella premiere nazista. L’orgoglio della nazione in cui campeggia la figura solitaria di un soldato - cecchino che fa strage di nemici. Tarantino oltre che rifarsi agli amati wester americani e film di serie B, si auto cita come si vede dalla divisione in capitoli che fa tanto "Pulp Fiction" ed i sottopancia ai personaggi a modello di "Kill Bill". Tra i personaggi che meritano un pollice sù c’è sicuramente Christoph Waltz, prima quasi sconosciuto al grande pubblico, che ha recitato la sua parte con grande carisma; il cacciatore di ebrei non è il cattivo di turno stereotipato, pazzo maniaco omicida, ma un sadico burocrate che assolve al suo duro lavoro con zelo; acuto osservatore dalla mente diabolica, non smette di stupire fino a quando Aldo Reine non stupirà lui. Una svastica profonda incisa sulla fronte proprio non se l’aspettava.

 

Voto Rachele: 7,5

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Ucronia mancata Quel divo di Tarantino.

by MarPlace

C'è una tendenza che sta prendendo sempre più piede, specialmente nel mondo internettiano, di idolatrare modesti artigiani e di giudicare capolavori modeste opere di modesti artigiani. Tarantino non è un modesto artigiano e questo "Bastardi senza Gloria" non è una modesta opera. Quello che spesso e volentieri fa considerare Tarantino dai suoi fans un vero e proprio maestro del cinema è la sua regia: diretta, senza vuoti, chiara e limpida come acqua pulita, mai noiosa, con dialoghi che il più delle volte sono il pezzo forte. Oltretutto con questo lungometraggio Tarantino si evolve nella tecnica registica, dando meno risalto ai dialoghi e consegnado ai silenzi e alle pause una loro effettiva utilità.

Se con il trittico "Le Iene/Pulp Fiction/Jackie Brown" Tarantino era riuscito nell'impresa non facile di entrare di prepotenza fra i mostri sacri del cinema americano alla giovane età di 34 anni, i suoi successivi film (su tutti "Kill Bill" e "Death Proof", tralasciando gli innumerevoli film a cui ha partecipato) avevano anche impietosamente mostrato di quanto pesasse questa etichetta sulla testa del povero regista, una immensa spada di Damocle che ben pochi registi saprebbero reggere. Perchè quindi suddividere questo film per capitoli? Perchè presentare personaggi con musichette e loghi patinati? Perchè usare una colonna sonora adatta ad un film glam-rock degli anni 80 (oltretutto ci sono ben due pezzi che fanno parte anche della colonna sonora di Kill Bill)? Perchè il regista è Quentin Tarantino, quello di "Pulp Fiction", quello che ha creato mister "Salve, mi chiamo Wolf. Risolvo problemi.", quello che ha fatto rinascere la musica surf e il genere pulp, quello che potrebbe insegnare sceneggiatura a Ridley Scott. Diventa arduo perciò interpretare questo "Bastardi senza Gloria", dove Hitler muore nel '44, invece che nel '45, dove i nazisti sono talmente stupidi da farsi fregare da una giovane ebrea, proprietaria di un cinema, dove Brad Pitt mostra il segno di un cappio intorno al collo ma non se sa niente del perchè (un mistero che ricorda quello della valigetta del già stacitato "Pulp Fiction"), dove Hitler è una patetica macchietta (e che fa pensare a quanto sia stato bravo Bruno Ganz ne "La Caduta").

Critica al cinema americano, specialmente quello bellico? Parodia del nazismo? Parodia del governo americano? Un improbabile omaggio al western? E' una farsa questo film, un continuo sfottimento, un prendere in giro a livelli vorticosi anche cose serissime (come le migliaia di ebrei morti nel '45), ma le farse capolavoro sono di Houdini, e Tarantino non è Houdinì. Molte scelte risultano gratuite e senza effettiva utilità, sembrano dei capricci di un regista che si è montato la testa, abbellimenti che rendono particolare un film che lo sarebbe già stato per la sua stessa natura parodistica. Ma la paura più grande è che lo stesso Tarantino sia ormai schiavo di tutto ciò, sia schiavo del suo stesso stile. Che ci si diverta nella visione di questo film è sicuro, che non pesino nella maniera più assoluta le due ore e quartanta minuti di durata è altrettanto sicuro, che ci si sbellichi dalle risate grazie a un Brad Pitt sempre meno figo e sempre più attore ci può stare, ma che "Bastardi senza Gloria" venga ricordato come un capolavoro sinceramente no, questo non ci può stare. Un ultima cosa: il film va assolutamente guardato in lingua originale.

Il vergognoso pasticcio del doppiaggio italiano, millenaria piaga del cinema importato in Italia, compromette in modo determinante la visione del film, e potrebbe non far rendere conto allo spettatore che in questo film c'è un attore che meriterebbe l'Oscar diretto per la sua splendida interpretazione, il magnifico Cristoph Waltz con il suo Hans Landa.

Voto: 7

 

bastardi senza gloria locandina

bastardi senza gloria locandina
Info Film:
Titolo originale: "Inglourious Basterds"
USA 2009
regia di Quentin Tarantino
con Brad Pitt, Christoph Waltz, Diane Kruger, Eli Roth
durata: 160 min
Guerra, azione