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2022: I Sopravvissuti (R. Fleischer)

  • Scritto da Michele Ciliberti

2022 i sopravvissuti locandina

2022 i sopravvissuti locandina
“2022″, New York: ecosistema devastato. La traboccante popolazione suburbana sopravvive malconcia dopo le sciagure ambientali d’inizio millennio, idratandosi con l’acqua di una fontanella arrugginita e prendendo nutrimento da placche colorate, rosse, verdi e gialle, linfa vitale per placare disperazione, fame e danni da sovrappopolazione.

Non c’è più terra da coltivare, non ci sono più prati né tramonti. Tutto cuoce sotto i 32° all’ombra. Gli animali sono un ricordo e un’intera umanità sconfitta vive ammassata in palazzi fatiscenti, pronta alle retate delle squadre d’ordine che rastrellano uomini divenuti bestie con gli occhi spenti, mentre l’elite economica e politica ha accesso ai beni di lusso rimasti (cibo, acqua corrente e giovani ninfe in dotazione con stupendi appartamenti).

Robert Thorn (Charlton Heston) è un poliziotto come tanti, stanco uomo della nuova era. Durante il caso dell’assassinio d’un funzionario della Soylent, ruba whisky, carta e marmellata di fragole per assaporare un mondo che non ha mai vissuto, ma del quale sa tutto grazie ai racconti di Solomon Roth (Edward G. Robinson), suo fidato collaboratore che spulcia nei libri informazioni utili alle inchieste. L’indagine porterà alla luce la spregiudicata disumanità della ditta Soylent, fornitrice dell’omonimo cibo in placche che vende a metà mondo, mostrando quanto la colpa delle sciagure va imputata sempre e comunque all’uomo, virus funesto del Pianeta Terra.

Ogni scena ci mette in allarme senza tuttavia mai lanciarsi in facili isterismi, facendo risaltare tramite silenzi e sguardi rassegnati quanto possa essere tragica la mancanza di quelle certezze fondanti la nostra quotidianità. Non vi sono illusioni riguardo il passato: “l’umanità ha sempre fatto schifo”, ma comunque “il mondo era meraviglioso”. Come sempre, regola ferrea dell’esistenza, ciò che manca crea straziante pentimento. Impareggiabile la scena del pranzo, con i due uomini che mangiano poltiglia profumata e qualche foglia d’insalata, rendendo con lo sguardo la gioia che nessun sontuoso pranzo contemporaneo riuscirebbe mai a trasmettere. Robert Thorn grida nel finale “Dovete fermarli prima che sia troppo tardi!”, un ultimo ammonimento a chi si fa carico di un immobilismo sociale, spietata matrice di tutti i mali. È la colpa che non potrà più essere scontata, lasciandoci il monito di quanto la sconfitta dell’impegno civile si traduca inevitabilmente nella sconfitta dell’intero sistema-mondo.

Voto: 7

Info Film:

titolo originale: "Soylent Green" USA 1973 regia di Richard Fleischer con Joseph Cotten, Edward G. Robinson, Chuck Connors durata: 100 min Fantascienza