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The Social Network (D. Fincher)

  • Scritto da Michele Ciliberti

the social network locandina

the social network locandina
Fincher prende Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg) e lo fa sedere in un tribunale. Il giovane Mark è silenzioso, seccato e distratto, distribuisce storie ad avvocati, ex-amici e persone varie coinvolte nella storia della nascita del Social Network più famoso del mondo.

Una ricostruzione precisa della fondazione di Facebook, dei vari passaggi che hanno portato in pochi anni milioni di persone ad iscriversi e un’accuratezza nel rendere con meticolosità il carattere di tutti i personaggi, rendendo in questo modo il carattere stesso del social network. Questo è infatti lo spunto di riflessione più importante che arriva dal film. Zuckerberg sottolinea ossessivamente che sono le stesse persone ad essere Facebook, che ogni azione sbagliata si ripercuote su Facebook, che egli agisce unicamente in funzione di Facebook. Fincher ha colto al volo questo aspetto e lo ha trasferito al film, che non è la storiella su un fenomeno di culto ma un’analisi precisa dell’approccio col quale Zuckerberg e tutti gli utenti si sono immedesimato col Social Network, facendolo diventare una protesi della loro stessa persona. La vita si sdoppia e diventa virtuale, cambia il modo di costruire i rapporti, mutano le variabili con le quali si vive la realtà stessa.

In “The Social Network” non si parla di un sito, ma si parla di come sta cambiando il mondo. Però niente parabole complesse, niente dialoghi sui massimi sistemi, niente pedanti metafore. Bisogna rendere ogni cosa il più semplice possibile, ma non più semplice di ciò che sia possibile! (Albert Einstein) Basta appunto la stanza di un tribunale, battute taglienti e i distratti ricordi di un ragazzo del 1984 a renderci conto di come il realtà si sia sdoppiata. Fincher riesce a cogliere tutte le costanti di questa trasformazione fotografando le persone, i comportamenti e il sentimento di un'intera generazione che vuole ridettare regole e stili di vita. Oltre Zuckerberg è interessantissima la figura di Sean Parker (interpretato da un sorprendente Justin Timberlake) che sembra quasi un pioniere della modernità in quanto fondatore di Napster. Egli evidenzia più volte di come figure come la sua non mirino al solo arricchimento, ma a un cambiamento profondo del profilo della società.

Cambiarlo non per renderlo migliore (illusione dell'eroe 1.0) ma per renderlo più efficiente, dinamico e liquido. Sean ripete che Napster non ha fatto fallire l’industria musicale ma ha cambiato per sempre il modo di relazionarsi ad essa. Stesso procedimento che Facebook attua a livello sistemico e totalizzante. Gli eroi del nuovo millennio non hanno spade, non urlano al vento e non incitano i loro seguaci in sella a un cavallo. Gli eroi del nuovo millennio sono armati di mouse, le parole le cliccano su una tastiera e incitano i loro seguaci stupendoli con nuove applicazioni. “The Social Network” è l’epopea di questi nuovi eroi. La validità del loro lavoro la giudicheranno le generazioni che verranno.

Voto: 7,5

Info Film:

USA 2010 regia di David Fincher con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella Durata: 120 min Biografico