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Philadelphia (J. Demme )

philadelphia locandinaPhiladelphia è il manifesto di ciò che l'AIDS ha rappresentato per la società americana e nel contempo è un'attenta analisi del fenomeno “malattia”, parlando di ciò che essa comporta per una persona.

Andrew Beckett (Tom Hanks) è un avvocato stimato che si scontra con i peggiori istinti dell'animo americano. I suoi capi lo licenziano perché diverso (è un omosessuale), malato (sieropositivo allo stato terminale), reo di non aver rispettato l'autorità (non ha mai fatto accenno della sua situazione ai suoi superiori).

Il merito di Philadelphia, oltre all'aver affrontato il dramma legato ad una malattia devastante, è di aver costruito la storia per mezzo di un caso giudiziario, attraverso il quale studiare le varie spinte che gravano sulla persona “condannata a morte”. Andrew, infatti, affronta i suoi superiori in un'aula di tribunale, in quanto deciso (nonostante sappia che la probabilità di vedere la fine del processo sia quasi nulla) a chiedere che venga riconosciuto come la sua malattia abbia rappresentato una discriminante, un mezzo per vessare, estromettere ed emarginare la sua persona.

Questo scontro finale, che vedrà Joe Miller (Denzel Washington) come avvocato di Andrew, ha ben poco di epico, in quanto si basa su uno scontro straziante tra vittima e carnefici, conservatorismo sociale e nuove tragiche istanze che la società si trova ad affrontare, voglia di giustizia e destino ineluttabile di fronte alla malattia.

La figura cianotica, scheletrica e spenta di Andrew rimarrà per sempre nell'immaginario cinematografico come icona della vittoria della morte sulla vita, seppur amaramente allietata dagli affetti dei parenti e del compagno di Andrew, dalla consapevolezza della diversità che l'ottuso avvocato acquisisce durante le udienze, dalla sensibilità che la causa trova nell'opinione pubblica, capace di comprendere come di fronte ad un dramma gli steccati ideologici diventano solo ostacoli da scalzare con stizza.

Proprio questo eccessivo ottimismo rappresenta, però, un limite a determinate dinamiche del film. Poche le difficoltà sociali che Andrew incontra dopo il licenziamento. Oltre i guai coi falchi con cui lavorava e qualche sguardo stizzito in una biblioteca, il film guarda in maniera troppo rosea il modo col quale le persone affrontano la situazione del malato.

Forse un po' più di complicazioni avrebbero fatto perdere quell'aurea di rivalsa sulla condizione del protagonista, ma avrebbe certamente impresso maggiore crudo realismo a una pestilenza che ancora oggi provoca moltissime vittime e altrettanta mefitica indifferenza.

Voto: 7,5

Info Film:

regia di Jonathan Demme USA 1993 Con Tom Hanks, Denzel Washington, Jason Robards, Antonio Banderas, Joanne Woodward durata 119 min  Drammatico