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Lenny (B. Fosse)

lenny locandinaBob Fosse con Lenny ha tentato un'impresa non da poco. Parlare di un artista della satira, di un imputato per oscenità, di un uomo emblema del suo tempo. E lo ha fatto in modo esaltante, commuovente, violentissimo, supportato da un Dustin Hoffman nemesi perfetta del folle genio newyorkese.

Il film sul comico Lenny Bruce è uscito nel 1974 a soli 8 anni dalla scomparsa dell'uomo, morto di overdose a soli 41 anni. La sua morte, come si vede nel film, è stata emblema della sua vita, sempre in bilico tra arte, ragione e provocazione. Lenny fu trovato esanime sul pavimento, nudo, per mezz'ora lasciato in balia di sciacalli pronti a vessare la sua figura, troppo trasbordante per la loro piccolezza d'animo.

La pellicola è un'alternanza lacerante tra sketch del comico, interviste postume ai suoi cari, vicende che hanno scandito la sua breve vita e ricostruzioni delle vicende giudiziarie che lo hanno ingiustamente coinvolto. Il filo conduttore di tutte queste istantanee biografiche è naturalmente la ferocissima ironia con la quale Bruce giudicava società e persone. Sul palco, in tribunale, nella camera da letto Lenny si scaglia così contro l'uso distorto delle parole, degli atteggiamenti e del modo di intendere pensieri, corpi e concezione della sfera morale. Riuscì ad illuminare le menti mostrando l'insensatezza del pudore, delle costrizioni e delle limitazioni etiche.

Nel film, contraddistinto da un bianco/nero superbo, mille sono le invettive, le urla, le parole infuocate che emergono per descrivere la rabbia costruttiva che lo contraddistingueva. Nobile odio che l'artista utilizzava per scardinare ciò che del mondo non gli piaceva e ciò che razionalmente voleva mutare.

Un'irruenza di anatemi, gesti e azioni che però nella pellicola si alternano a silenzi ipnotici, all'esaltazione catartica dell'amore e a momenti di pura estasi visiva. In questi non si può che respirare una frustrazione che è allo stesso tempo uno stupendo manifesto di speranza. Perché se Lenny ha limitato la sua arte, ha fatto a meno degli affetti e ha rinunciato infine alla vita a causa di un potere autoritario e vendicativo, non si può certo dire che la sua determinazione e la sua intelligenza non siano stati un magnifico esempio tutt'oggi valido, visto che i cambiamenti sono stati solo nella forma e nient'affatto nella sostanza.

"Lenny" è uno di quelle pellicole da inserire nella propria filmografia, in particolare quella dedicata agli uomini che hanno veramente cambiato il modo d'intendere e vivere l'attuale società. Grazie Lenny, veramente.

Voto: 8,5

Info Film:

regia di Bob Fosse USA 1974 Con Valerie Perrine, Dustin Hoffman, Jan Miner, Stanley Beck, Gary Morton b/n durata 112 min Biografico