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Hong Kong Express (W. Kar-wai)

hong kong express locandinaHo pianto come quello straccetto che l'agente 663 consola. Perché Hong Kong Express è lacerante: in ogni immagine ti strizza, ti sbatte in un angolo, ti costringe a buttar fuori tutto quello che nascondi; ogni poro emozionale è ridotto a cratere svuotato dell'essenza.

Mi sono lasciato ingurgitare, come i pezzi d'ananas trangugiati dall'agente 223. Un boccone mandato giù velocemente, come ogni storia che improvvisamente passa, che vola via lungo la pellicola. Una serie di personaggi che si incrociano senza guardarsi, che in comune hanno solo l'esistere, l'esserci indipendentemente dalla vita in sé, il porsi come sono, metafora stessa della propria totalità.

Mi sono sentito intercambiabile, come quei piatti serviti casualmente al chiosco dal simpatico gestore. In HKE lo spettatore è messo totalmente in secondo piano, la sua visione è totalmente trascurata dallo sguardo registico, nulla importa nella costruzione del film se non i particolari e non il tutto, una scelta caotica di ciò che emerge sullo schermo e ciò che invece su esso scompare, dei mille oggetti che determinano le scene, gli scenari, la narrazione. Non "il film" ma "nel film"; non una storia ma frammenti di storie; non un ricordo di ciò che accade ma l'essenza stessa degli episodi, un senso di gaudente riempimento che lascia beata contentezza.

Mi sono sentito come la pallottola fatta esplodere dalla parrucca bionda. Ogni decisione presa dai personaggi, ogni casualità che colpisce gli amanti, i sognatori, i vagabondi della postmoderna Hong Kong sono scagliati in modo accidentale negli eventi. Tutti sono trascinati via dal caso, tutti placidamente quieti nell'accettare le cose come accadono, tutti sereni ad affrontare gli impervi accadimenti, le sciagurate circostanze, le bizzarre coincidenze. Un manifesto di come l'esistenza è essa stessa il destino, dall'accettazione delle varie sfaccettature contenute in essa deriva quel tanto agognato senso vitale da dare al tutto.

Sono stato travolto dall'entropia, come le stanze dove Ah Fei  pompava le note di California Dreamin'. Come la stupenda ragazza del fast food preferisce immaginare che sentire, volare con la mente più che servire, Wong Kar-wai sceglie di aprirci le porte di Hong Kong senza voglia d'analizzare, di studiare, di guardare, ma con la sola volontà di aprire le porte a quel labirinto di affettività che solo lui sa creare.

Hong Kong Express è una serie di sentieri messi in pellicola quasi per caso, una scia di vita che non si può raggiungere se non la si sa apprezzare in quanto fenomeno che passa, in quanto bellezza che sta scomparendo, che riesce a stupire per quel che è e non per quello che ha rappresentato.

Hong Kong Express ti lascia quello spaesamento che ti inonda il cuore e ti acquieta la vita. Storie che entrano dentro e all'interno bruciano, inondano, evaporano e ti fanno riscoprire quanto può essere bella, piena e piacevolmente dilaniante la vita.

Voto: 9

Info Film:

regia di Wong Kar-wai Hong Kong 1994 Con Tony Leung, Takeshi Kaneshiro, Brigitte Lin, Faye Wong, Valerie Chow  Titolo originale Chonqin senlin durata 98 min Drammatico