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Gummo (H. Korine)

  • Scritto da Nebel Sfarz

gummo locandina

gummo locandina - gummo locandina
Ci son due ragazzini e un coniglio rosa, due piccoli ammazza-gatti e una ritardata mentale, la nonna morta e la madre degenerata, non manca più nessuno? l’albina fan di Patrick Swayze, e molti altri ancora. Korine non ci spiega qual’è il protagonista né tantomeno cosa stia succedendo per capire la trama.

Il film si apre con una croce al contrario, un avvertimento per il pubblico sensibile che se non gradisce, premerà il tasto stop. Un film del 1997 fatto per chi ha una certa padronanza di stati quali angoscia, ansia, orrore e pensieri malati. Con "Gummo" si passano 89 minuti della propria esistenza a collegare tra loro i vari frammenti di cui è composto, senza però riuscirci. In ogni pezzo c’è la storia di alcuni personaggi che abitano Xenia, una cittadina nell’Ohio distrutta qualche tempo prima da un tornado, e i cui superstiti ne sono venuti fuori con una collettiva propensione per il male. I due ragazzini, Solomno e Tummler, impiegano il loro tempo trucidando gatti per poi rivenderli, sniffando colla (quella da carpentiere, che è più buona), facendo sesso con una ritardata che fa la prostituta, girando qua e la con le loro biciclette in cerca di uno svago, che si compie sempre in qualcosa di non molto convenzionale.

Sullo sfondo c’è il ragazzino che indossa sempre delle orecchie da coniglio rosa, che si aggira per le vicende come un osservatore, senza dire nemmeno una parola. "Gummo" è fatto di immagini, immagini delle più macabre sfaccettature delle persone. Persone che non hanno né morale né etica da condividere o seguire, lasciate allo sbando in una società colma di schifezze. I dialoghi sono importanti ma non contribuiscono affatto allo svolgimento della storia, per cui si prova una inesorabile sensazione di spaesamento e orrore di una tale intensità che certe volte ci provoca un sentimento di schifo nei confronti dei personaggi, mentre altre ci fanno divertire in modo cinico. In "Gummo" c’è tutta la società che viene quotidianamente definita malata, dall’omosessualità ai soggetti da carcere, dalla malattia mentale alla pura e semplice idiozia. In alcuni momenti Korine ci catapulta sulla scena fatta di sola immagine e colonna sonora, di una durata spesso troppo lunga, ma si rimane incollati sullo schermo fino alla fine del film. La sensazione finale è un sollievo generale, la tipica sensazione di benessere che si prova nel guardare persone che crediamo siano peggio di noi, di fronte alle quali ci sentiamo a posto, per bene.

Gummo ti spiazza, ti dice cose che non ti aspetteresti e te le dice senza peli sulla lingua, senza spiegarti il perché. Infondo ti riporta un mondo di cui non vorresti far parte, di cui essere un osservatore invisibile, in cui non riesci ad immedesimarti in nessuno dei personaggi se non nel coniglio rosa, l’unico che sembra non aver seguito la strada degli altri, l’unico che alla fine vince. È semplicemente un film da osservare, non da raccontare.

 

Voto: 9

Info Film:

USA 1997 con Jacob Reynolds, Chloe Sevigny, Jacob Sewell Durata: 90 min Drammatico