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Good Morning Vietnam (B. Levinson)

  • Scritto da Michele Ciliberti

good morning vietnamNel pantano Vietnam le battaglie non si combattono solo sul campo ma anche attraverso l’etere. A Saigon questa volta il guerriero non si chiama Rambo ma Adrian Cronauer e fa il disk jockey e non il militare. L’urlo di battaglia è “Good Morning Vietnam!” e le armi sono un microfono, una voce squillante e una feroce ironia che riesce a minare le certezze della guerra molto più di cortei, scioperi e insurrezioni.

Basta infatti un programma radio nel quale Cronauer parla ogni giorno del conflitto e dei suoi soldatini, dei fatti che avvengono per strada e delle persone coinvolte. A Saigon nel 1965 la voce di Cronauer si sente nei mezzi militari, nei bar vietnamiti, tra le bancarelle per le strade e negli avamposti dei vietcong. Monologhi squillanti che mettono alla berlina non solo le ragioni di una guerra ingiusta ma soprattutto le falsità, il doppiogiochismo e l’ipocrisia di un intero sistema.

Basta così un disk jockey a smascherare questa truffa che porta ragazzi a morire. Basta l’ironia a sbriciolare l’arroganza del potere. Proprio per questo Cronauer rappresenta uno degli eroi più carismatici dell’antimilitarismo, perché con un atto di non violenza – l’uso della parola – riesce a scardinare un modo di vedere la realtà e a metterlo in difficoltà, venendo addirittura cacciato dal suo “avamposto radio” e riuscendo anche tramite la sola assenza a mostrare la banalità di quel mondo e a mettere così in luce la pochezza e l’assurdità di ciò che avviene per le strade vietnamite. Robin Williams mostra tutta la sua bravura e la sua potenza scenica diventando il simbolo della pericolosità che un uomo intelligente e creativo può rappresentare nei confronti della rigidità del militarismo. Cronauer, infatti, non solo parla in radio ma sta a stretto contatto con le persone, ammira i paesaggi, condivide con i vietnamiti istanti di vita e riesce così ad analizzare la guerra sopratutto dal di fuori.

In “Good Morning Vietnam” non viene mostrato solo il sangue e l’orrore ma l’aspetto più umano che viene minato e umiliato dal conflitto. Ci affezioniamo ai personaggi e capiamo le loro ragioni, ammiriamo un Paese e ci immedesimiamo in un preciso punto di vista per osservarlo. Un’operazione difficile da mettere in atto ma perfettamente riuscita grazie alla potenza di una voce radiofonica. A volte basta poco per vincere una guerra, terrena o ideologica che sia.

Voto: 8

Info Film:

USA 1987 con Robin Williams, Forest Whitaker, Noble Willingham Durata: 120 min Commedia