Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Cuore Selvaggio (D. Lynch)

  • Scritto da Orazio Martino

cuore selvaggio locandina

cuore selvaggio locandina - cuore selvaggio locandina
In un’ipotetica classifica dei film di Lynch, “Cuore Selvaggio” è uno dei pochi che non meriterebbe la Palma d’Oro effettivamente conferitagli nel 1990 in quel di Cannes. Drammaticone “on the road”, è un pomposo viaggio in un’America selvaggia costellata da personaggi bizzarri e situazioni al limite del grottesco, componenti classiche dello stile lynchiano.

Sailor e Lula, Nicolas Cage e Laura Dern, individualisti in cerca di sensazioni forti, in viaggio su una Cadillac scoperchiata gettano benzina sulla regione americana, tra locali, motel, musica metal e praterie immense: lui coi suoi modi di fare pacchiani e scontrosi, lei con una bellezza che toglie il fiato. Hanno entrambi un vantaggio: avere vent’anni. Sailor è appena uscito dal carcere, dove ha scontato una pena per omicidio colposo; è in libertà vigilata, ma un cuore selvaggio lo spinge verso orizzonti inesplorati. Raccatta la sua amata e si dirige verso la California. Sulla loro scia, per volere di una madre preoccupata, si mettono un investigatore privato che ascolta i Them (Harry Dean Stanton) ed un pericolo criminale di nome Santos (G.E. Freeman), in stretto contatto con uno dei boss della mafia locale. E’ un film che esalta la dimensione estetica e meno quella da incubo dell’universo lynchiano. Il film non spacca a dovere e si perde in alcune scene: il maestro pare aver stipulato un contratto con la Marlboro per far ammazzare di cancro il suo cast, Nicolas Cage fuma come un turco (“Ho cominciato a quattro anni”), Laura Dern lo accompagna doverosamente.

E’ sicuramente il film col più alto tasso di scene sessuali in 35 anni di carriera; dopo la violenza psicologica di “Velluto Blu“, il maestro preme sull’acceleratore progredendo in ritmo ma perdendosi un tantino nei dialoghi, a volte scontati. Nel cast ci sono praticamente tutti. Nicolas “raccomandato” Cage fa bella figura, la Dern è l’incarnazione dell’espressività, incredibilmente abile nell’assorbire interiormente il suo personaggio: urla, piange e si dimena bucando lo schermo. Si aprirà completamente in “Inland Empire“. Harry Dean Stenton è il solito campione dei ruoli secondari, genio assoluto nelle corse brevi. Willem Dafoe, leggermente ritoccato, spunta a metà film e catalizza immediatamente l’attenzione. Il suo è un ghigno malefico, da grande attore, stupenda la sequenza “intima” con Lula nel motel, sostenuta dall’imperativo “chiavami!”. Per non parlare del mezzo cast di Twin Peaks presente: Sheryl Lee (nota a tutti come Laura Palmer) in una breve parte da strega, Sherilyn Fenn (sexy e morente) ma soprattutto Grace Zabrinskie, sottovalutatissimo demone del cinema contemporaneo, con la sue espressioni inquietanti, brevi ma d’antologia, sono la ciliegina sulla torta.

Per carità, non mancano le sequenze cult, come il surreale tentativo di rapina o il balletto anni ’50 accompagnato dalla trash metal band. E’ la violenza a farla da padrona, i fleshback, ma così tanta luce e tutti quei baci in un film di David Lynch non si erano mai visti. Angelo Badalamenti, messo eccessivamente in disparte a causa di una colonna sonora da grandi occasioni, si rimetterà in carreggiata con “Strade Perdute“. Siamo nel pieno della collaborazione Lynch – Isaak, “Wicked Game” e “Blue Spanish Eye”, pietre miliari del movimento romantic pop, non possono che far esplodere la dimensione visiva, sessuale ed emozionale del film.

 

Voto Orasputin: 7

Info Film:

titolo originale: “Wild At Heart” USA 1990 con Laura Dern, Nicolas Cage, Willem Dafoe, Harry Dead Stanton, Isabella Rossellini durata: 120 min Drammatico