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Clerks-Commessi (K. Smith)

  • Scritto da Diego De Angelis

clerks locandina"Che cazzo mai sarà scopare con un cadavere... " Quando nel 2006 Kevin Smith portò fuori concorso “Clerks 2” al festival di Cannes il pubblico della Croisette impazzì riempiendo la sala di fragorosi applausi. E dire che il film è oggettivamente poco memorabile e di qualità inferiore se paragonato al suo predecessore e ad altri lavori del regista, come “Mallrats” o “Chasing Amy”.

In realtà il desiderio di tutta la platea, e di quelli come me, di rivedere finalmente i memorabili Dante e Randal insultarsi a vicenda era talmente forte che poco ci sarebbe importato della qualità cinematografica e di ardui ragionamenti cinefili ed intellettualoidi. “Clerks” è una pietra miliare, ed è difficile poterlo dire senza pensare che in apparenza tutto potrebbe essere fuorché un capolavoro. Girato nel 1994, Kevin Smith dovette vendere tutta la sua collezione di fumetti (ed eravamo su un valore di migliaia di dollari) per produrre un film in bianco e nero, costato 55 mila dollari, con location infime e attori praticamente principianti. Eppure si scatenò qualcosa in quei giorni nel New Jersey, potremmo definirla “magia del cinema”, la stessa che prese forma durante le riprese di “Una nuova speranza” o de “Le Iene”.

Quello che sembrava destinato ad essere un fallimento divenne un capolavoro. Kevin Smith riesce a raccontare la sua storia (Dante nel film fa lo stesso lavoro dell’allora giovane regista, il commesso di un triste market) con una perfezione scenografica e l’illusione di dialoghi immediati, creati sul momento dagli stessi attori, spontanei. Proprio questi sono i punti forti di "Clerks”, una sceneggiatura fluida, riuscita ad adeguarsi alle limitazioni tecniche e di budget, trasformandole in punti di forza. I due interni del film, il Quickstop e la videoteca, ci sembrano terribilmente familiari per la loro semplicità. Le scene vengono infarcite di battute sarcastiche, inutili, al limite della decenza che sono diventate cult. Basti ricordare il discorso sul sesso orale fatto tra Dante e la sua ragazza Veronica o Randal di fronte ad una mamma col bambino elenca una quantità di titoli di film porno. La vena nerd di Smith scorre potente nel film, e raggiunge l’apice quando Randal tenterà di difendere gli operai della Morte Nera morti per mano della Ribellione. A fare da contorno ci sono Jay (Jason Mewes) & Silent Bob (interpretato proprio da Smith), personaggi diventati culto ed entrati nella cultura popolare dei giovani americani e di tanti europei ed infatti ritorneranno anche in "Mallrats", il film successivo.

Il primo è il tipico ragazzo che potrebbe crescere nei centri residenziali americani lontani dalle grandi capitali come New York, poche speranze e nullafacente passa il tempo a vendere droghe da due soldi e a fare squallide battute sulle ragazze. Parla fin troppo, al punto tale che Silent Bob, come suggerisce il nome, non ha bisogno di aprire bocca, standosene ingolfato nel suo cappottone. Randal non è poi tanto diverso da Jay, ma almeno ha un lavoro, anche se lo fa male e sembra molto più interessato a giocare ad hockey. Dante è l’unico dei protagonisti che sembra volenteroso di scappare dalla periferia americana. Lavora stando attento a non sbagliare, vorrebbe concludere gli studi universitari ed avere un rapporto stabile con la sua ragazza.

Piccoli brani dal sapore grunge, infatti non mancano gli Alice in Chains, ci separano da una scena all’altra facendoci vivere in prima persona la vita di un gruppo di sfigatissimi ragazzi alla fine del mondo, New Jersey.

 

Voto: 9

Info Film:

USA 1994 con Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Marilyn Ghigliotti, Lisa Spoonauer, Kevin Smith Durata: 90 min Commedia