Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Big Fish (T. Burton)

  • Scritto da Michele Ciliberti

big fish locandina

big fish locandina - big fish locandina
Big Fish è il mondo di Tim Burton. Un mondo costruito con ricordi, favole e immagini. Un circo creato per allontanarsi dalla realtà, per dimenticare la tediosa semplicità dei giorni e toccare così quel limite al quale solo la creatività può mirare. Un universo che racconta anche di come raccontare sia a volte un obbligo, incapaci a volte di guardare il mondo per quello che è e per ciò che di semplice offre.

Il "Big Fish" è così un pesce molto grande, una strega che ti fa intravedere il modo in cui morirai, una città perfetta, un’artista a due teste, un gigante buono, un amore impossibile. Big Fish è un padre che rende un sogno il passato mortificando così il presente di suo figlio, avvelenato dal non poter conoscere la verità o dal non poter rapportare gli affetti proprio a quelle verità solo presunte. L’impossibilità di confrontarsi con l'altro proprio perché la relazione con esso è costituita su premesse ambigue e su benevole menzogne. I sentimenti si alterano, i destini di dividono e il futuro si perde proprio perché il troppo peso dato al passato finisce per minimizzare ciò che verrà e che verrà costruito.

Se a livello narrativo la verità diviene solo una parentesi trascurabile della vita e il vero peso lo assumono le persone che tessono quei racconti (e sul finale proprio questo è il “finto” colpo di scena), a livello filmico ciò che acquista valore è certamente l’energia che dal racconto esplode, raggiungendo livelli di immaginazione e visionarietà non riscontrabili in Burton dai tempi dagli indimenticabili “Edward mani di forbice” e “Beetlejuice”. Burton è l’artista che riesce a incastrare tutti i pezzi curando in maniera maniacale ogni aspetto della storia, ogni personaggio e ogni evento.

Un percorso che dal “Pesce molto molto grosso”, che segna la nascita di William Bloom (Billy Crudup), arriva fino al racconto della morte del padre Edward (McGregor/Finney) e nel mentre ci si sdoppia una serie di mondi paralleli nei quali è permesso sognare, credersi altro e a volte illudersi pur di riuscire ancora a stupirsi. La realtà si moltiplica, diviene circolare, mostra la doppiezza del vissuto e nel contempo la sempre vivida forza delle passioni.

Il merito di Big Fish sta principalmente nella capacità di raccontare una storia che parla d’immaginazione, di affetti, di uomini e nel contempo spiegare in modo schietto come le debolezze siano un aspetto fondamentale nella narrazione di storie e nel fare Arte. Big Fish è la prova di come Burton riesca ancora a regalare grandi film nonostante non sia ancora riuscito a trovare il modo di sintetizzare la sua smania di creare kolossal stilisticamente discutibili alla sua abilità di raccontare le piccolissime cose della vita. Proprio su questo punto il regista statunitense si giocherà la possibilità di rimanere nei ricordi delle persone come quel grosso pesce dai capelli buffi che riesce a lasciare a bocca aperta il suo pubblico o come uno dei tanti anonimi pesci sguazzati via in quel grande oceano chiamato Cinema.

Voto: 8

Info Film:

USA 2003 con Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman Durata: 110 min Drammatico, Fantastico, Sentimentale