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A Beautiful Mind (R. Howard)

a beautiful mind locandina

Scoprire il mondo di John Nash significa fare i conti con l'instabilità delle azioni, dei pensieri, delle certezze. Il protagonista è un esimio scienziato e uno stupefacente pensatore, retto nel tracciare la propria esistenza sulle salde assi della propria intelligenza, dote che lo ha reso uno dei matematici più importanti del '900 (il personaggio da cui è tratto fu insignito del premio Nobel nel 1994).

Queste convinzioni e queste certezze vengono però sgretolate da una serie di circostanze che camminano decise ma confuse tra realtà e sogno, raziocinio e schizofrenia, aspirazioni e affetti. Il protagonista scivola così verso un assurdo stato di cose per il quale nulla è certo, tutto è potenzialmente volatile, le figure a cui fa riferimento si confondono con lo scorrere del tempo e il caos diventa sempre più fitto, asfitticamente più fiaccante.

Senza entrare nei particolari della trama, ciò che colpisce e ammalia in A beautiful mind è la potenza con la quale si gioca tra scienza e affetti, certezze delle apparenze e assurdità delle sicurezze. Tutto è labile, con unico lacciolo che lega senso dell'esistenza agli affetti, ai ricordi e al ragionamento. Esso è il nesso logico, la capacità di legare fatti, abilità nel distinguere con umanità ciò che accade. E questo porterà alla redenzione e alla felicità; non un credo, non un'ideale: solo la capacità di amare e stare saldi alla vita. Piacere d'esistere, poco altro.

Non ci avete capito un cazzo? Vi esorto a guardare il film, tutto si chiarirà, proprio come i pensieri confusi, l'esistenza distorta e l'incredibile voglia d'amare di John Nash.

Voto: 8

Info film:

regia di Ron Howard

Gran Bretagna 2001

Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Paul Bettany, Christopher Plummer

durata 140 min  Biografico