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Magico Vento n. 124: "El Ciego"

Magico Vento 124

Magico Vento 124 - Magico Vento 124
Con questo numero inizia l'ultimo ciclo delle avventure di Magico Vento, che ci porterà, ahinoi, al termine della serie col numero 130 (notizia ormai nota da tempo ai fedeli lettori della serie). Dopo lo scontro con Hogan nel n. 122 Ned è svuotato, stanco, e decide di andare nel deserto, verso il Sud America. Dopo il poco riuscito numero precedente, "Sentieri di Sangue" (un albo che si potrebbe definire il classico riempitivo), Ned in questo numero decide di unirsi a Victorio e ai suoi uomini, per combattere assieme l'acerrimo nemico degli indiani, il Generale Crook, già visto nel corso della serie più volte.

Una interminabile Spirale di Violenza

La capacità di Gianfranco Manfredi di catapultare il lettore nel cuore della storia sin dalle primissime tavole è cosa nota ma sempre sorprendente. Sin dalla seconda tavola si percepisce tensione, nella quinta tavola lo scambio di battute che avviene fra El Ciego, un criminale affetto sin dalla nascita da cecità su cui pende una taglia, e il nostro eroe, è fantastico: "Non mi serve sapere il tuo nome, ti riconoscerò dall'odore...Tu puzzi di cadavere", "Può darsi" risponde Ned, "quando arrivo in un posto va sempre a finire che mi ritrovo circondato di cadaveri". Pesante, pesantissimo, come tutto l'albo, un tripudio di violenza in cui veramente pochi ne rimarranno alla fine. Uno dei più riusciti fattori di quest'albo è sicuramente l'ambientazione, il New Mexico tanto caro agli spaghetti-western, quel New Mexico fatto di affascinanti pueblo, di uomini col caratteristico sombrero, e di mangia tortillas spietati, un inferno dantesco in cui Ned, suo malgrado, si ritroverà invischiato senza neanche volerlo. E alla fine vincerà la legge del più forte, quella di Ned Ellis, naturalmente. Una vera e propria giungla, con indifese prede e violenti predatori. Le prede: gli abitanti della zona, che avevano chiamato El Ciego per difenderli dalle mire del perfido allevatore Baldwin e dalle razzie degli Apache, e che si sono ritrovati alla fine a passare dalla padella alla brace, dato che anche el Ciego col tempo è diventato un loro aguzzino. I predatori: gli uomini di Baldiwin e del Ciego, di cui non si capisce fino alla fine chi era il più carogna fra i due. Ned, nel ruolo del giustiziere solitario, attraverso una (insolita, almeno per i canoni bonelliani attuali) spirale di violenza, riuscirà a riportare la calma e l'ordine, non guardando in faccia nessuno, uccidendo senza troppi problemi capi tribù, messicani, persino uno sciamano adolescente che mirava al comando della tribù degli Apache.

E in tutto ciò c'è anche il tempo di far intravedere un Poe che viene salvato dalle insidie del deserto niente popò di meno che dal generale Crook in persona, che lo accoglie anche troppo amichevolmente, dopo il pesante diverbio che si è verificato fra i due nel n. 98 "Rosebud". Tra l'altro è Storia di come Crook, nella sua guerra contro gli Apache, avesse totalmente cambiato opinione verso gli indiani, e fosse interessato più a difenderli con sincerità e onestà, invece che a sopraffarli come Manfredi ha magistralmente narrato nel ciclo dedicate alle guerre indiane che hanno fatto da contorno allo scontro del Little Big Horn, in cui Custer perì (MV nn. 97 -> 101) Se il soggetto non presenta particolari guizzi, come spesso accade in Magico Vento è  la sceneggiatura che la fa da padrona: la spettacolarità di molte sequenze è altissima, il già citato scambio di battute iniziali fra Ned e El Ciego è la summa di quanto questo numero sia pesante (ma anche "L'entrata è libera. L'uscita non è garantita."), quasi  monolitico e tragico nella sua spirale di violenza. Alla fine della storia i morti non si contano, tanti, troppi.

Bang! Bang!

Ad illustrare questo numero la punta di diamante dell'attuale staff grafico di Magico Vento, un staff, ci dispiace precisarlo, non sempre all'altezza della situazione: il serbo Darko Perovic realizza un'ottima prova. L'ambientazione messicana viene ritratta con la massima fedeltà, risparmiando soprattutto sull'utilizzo dell'inchiostro, ottenendo così l'effetto di incessante luminosità tipica del New Mexico, che sovente si sprigiona dalle tavole. Il tipico tratto dinamico del disegnatore ben si sposa con le frequenti sparatorie presenti nell'albo, particolarmente portato alle varie sequenze di "bang! bang!", e oltretutto sono riuscitissime le caratterizzazioni dei personaggi (su tutti el Ciego stesso) anche se il difetto che ormai da anni accompagna le tavole di Perovic, quello di una certa staticità dei volti e, di conseguenza, di una recitazione dei personaggi non proprio eccelsa, in questo albo c'è ancora. Ma proprio questa fissità dei volti spesso a e volentieri serve a dare una versione di Ned ancora più dura, cruda, affascinante, e tragicamente spietata.

Pesante...

La spettacolarità di questo numero è ben resa dalla copertina di un Mastantuono sempre più perfettamente calato nel ruolo di copertinista più che di disegnatore: il movimento dato dalla scena dello scontro in primo piano crea un perfetto contrasto con la statico sfondo degli indiani. L'unico difetto sembra essere una colorazione non particolarmente azzeccata per quanto riguarda lo sfondo stesso. Non ci stancheremo mai di ribadirlo: Magico Vento si conferma il miglior fumetto seriale italiano venduto dalle edicole nostrane. Manfredi possiede un vero e proprio dono, quello di sceneggiare in maniera divina anche il più banale dei soggetti. Certi scambi di battute, certe sequenze valgono da sole il prezzo dell'albo. Se poi si aggiunge una dose di violenza psichica oltre che effettiva il gioco è fatto, e "El Ciego" si candida come uno dei migliori albi del post numero 100 (che ha segnato, per temi trattati e per discutibili ma inevitabili scelte editoriali) la fine di un epoca. Prima ce l'hanno reso bimestrale, poi ci hanno tolto disegnatori come Frisenda, Parlov, Milazzo e tanti altri, poi ci han detto che chiuderà con numero 130: rimane solo il talento cristallino di Gianfranco Manfredi a far volare alto il nome di Magico Vento, e ci riesce a modo suo. Gianfranco Manfredi ci ricorda il Ned solitario e vendicativo di questo numero. Un Manfredi/Ned Ellis solo contro tutti.

 

Soggetto: 7

Sceneggiatura: 8

Disegni: 7,5

Globale: 7,5

 

 

Info:

EL CIEGO

Soggetto e Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi

Disegni: Darko Perovic

Copertina: Corrado Mastantuono

Editore: Sergio Bonelli

Serie bimestrale n. 124

Settembre 2009

 

 

MV n. 124: Magico Vento n. 125 >>