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Dylan Dog (Tiziano Sclavi)-Part 2

Dylan Dog

Dylan Dog - Dylan Dog
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Il personaggio di Dylan Dog fu curato nei minimi dettagli. Diventata obsoleta ormai la figura dell’eroe tutto d’un pezzo e la classica ambientazione western, la Sergio Bonelli Editore decise di puntare sul genere horror e sulla fantascienza. Per quest’ultima nascerà Nathan Never, un altro caposaldo della casa editrice, degno erede (anche nei successi di vendite) di Dylan Dog.

L’Indagatore dell’Incubo è un (eterno) ragazzo dal passato misteriosamente assurdo (sembra sia nato nel 1686) e dall’animo sensibile e in alcuni casi effeminato. Soffre di diverse fobie (claustrofobia, vertigini e altro), è astemio (ma non sempre) visto il suo passato da ex alcolizzato, è vegetariano, non ama i cellulari e la tecnologia in generale, indossa sempre gli stessi vestiti (camicia rossa, giacca nera, jeans blu e scarpe marroni), suona sempre (e male) la stessa melodia al clarinetto (”Il Trillo del Diavolo” di Tartini), ha la passione del modellismo (inutilmente cerca di finire il modellino di un galeone, una particolarità che sarà determinante per la saga dylandoghiana), ha una ridicola esclamazione, “Giuda ballerino!” (che era l’esclamazione di un amico di Sclavi), è un dongiovanni atipico (ha avuto un centinaio di donne, ma praticamente di tutte si è innamorato disperatamente, persino di sua madre Morgana, rispolverando il classico tema del complesso di Edipo), è sempre in prima fila per aiutare chi è diverso, i cosiddetti “freaks” (Tiziano Sclavi si è sempre considerato un freak), ma anche vagabondi o emarginati della società, e nonostante tutte le cose impossibili che ha visto nella sua vita, conserva sempre un ironia di fondo e una dolcezza d’animo.

E’ anche un appassionato di cinema (principalmente di film horror, e uno su tutti è il suo film preferito, ovvero “Un Lupo mannaro americano a Londra“, che si beccherà più di una citazione) e di musica (passa con disinvoltura dai Pink Floyd agli Iron Maiden, da Bob Dylan a Billie Holiday).

Ha diversi amici, uno su tutti il fido assistente Groucho, sosia del comico statunitense Groucho Marx, che spara battute a raffica, è aiutato dall’amico Bloch (figura ispirata all’attore Robert Morley), l’ispettore di Scotland Yard tormentato sia dall’idea della sua pensione sia dal soprintendente di Londra, è aiutato anche dalla Signora Trelkowsky (una strampalata medium) e da Lord H. G. Wells (uno strampalato inventore), ha un intelligentissimo cane randagio, Botolo, e un gatto soprannaturale, Cagliostro (fulcro, sembra, dell’intera saga di Dylan Dog).

Le storie di Dylan sono un miscuglio perfetto di citazioni dei più disparati settori culturali, che spaziano dal cinema alla letteratura, dalla politica all’attualità. Il fattore “citazione” è da sempre l’arma in più del personaggio: non una banale componente commemorativa né una spudorata scopiazzatura (come alcuni accusano). La citazione è messa lì per essere scoperta da chi legge, e per entrare a far parte in prima persona dell’universo dylandoghiano. Per chi non la coglie sul momento, sarà una gioia infinita scoprirla successivamente.

Nell’infinita saga di Dylan Dog (che ha festeggiato nel 2006 il ventennale) ci sono altre numerosissime piccole saghe, più o meno importanti, che possono essere circoscritte anche nello spazio di soli due albi. La più importante è sicuramente quella della sfida fra Dylan e il già citato Xabaras, racchiusa nei DYD n. 1, 25, 43, 100, 241 e 242 (tutti realizzati sa Sclavi e Stano, eccetto gli ultimi due, realizzati da Paola Barbato e Bruno Brindisi). Questi ultimi due numeri hanno festeggiato il ventennale del personaggio, racchiudendo una storia a colori in cui la sfida con Xabaras si conclude definitivamente con la morte del padre di Dylan, anche se gli autori hanno creato un paradosso narrativo con questa scelta. Questo perchè il centesimo numero di Dylan Dog (intitolato “La Storia di Dylan Dog“, anch’esso a colori) è cronologicamente collocato come ultimo episodio sia della saga sia dell’intera avventura di Dylan Dog, andando a rappresentare praticamente l’ultimo episodio con cui ideologicamente si conclude per sempre l’avventura dell’Indagatore dell’Incubo.

Ma nel n. 100 Xabaras è vivo e vegeto.

Comunque sia, di altre saghe più o meno importanti ce ne sono a bizzeffe, e per chi volesse sapere quali sono (e i rispettivi numeri sui quali sono ospitate), propongo qui una lista di alcune saghe del fumetto, dandole un nome:

- della “Luna Piena” (DYD n. 3 e 71), ideata da Sclavi e disegnata dal duo Montanari-Grassani;

- del “Crepuscolo” (DYD n. 7, 57 e 238), ideata ancora da Sclavi e Montanari-Grassani;

- del gatto magico “Cagliostro” (DYD n. 18, 63, 119, 241 e 242) (queste ultime due saghe vagamente collegate con quella principale di Xabaras), con autori vari, i primi sono stati Sclavi e Luigi Piccatto;

- dell’ “Uomo invisibile” (DYD n. 19 e 88), due veri capolavori, ideati da Sclavi (con la collaborazione da Mauro Marcheselli) e raffigurata da Casertano e Marco Soldi

- dei “Conigli Rosa” (DYD n. 24 e 107), ideata de Luigi Mignacco e disegnata da Piccatto;

- del “Buio” o di “Mana Cerace“, ispirato al personaggio del film “NightmareFreddy Krueger (DYD n. 34 e 68), ideata da Claudio Chiaverotti e disegnata da Pietro Dall’Agnol;

- di “Golconda” (DYD. n 41 e 117), ancora Sclavi e Piccatto;

- del negozio magico “Safarà” (DYD n. 59, 182, 197 e 210), con autori vari;

- degli “Alieni” (DYD n. 61, 131 e 136) di Sclavi e Bruno Brindisi;

- del “Lungo Addio” (DYD n. 74 e 261), di autori vari;

- del cannibale “Killex“, personaggio ispirato a Hannibal Lecter de “Il Silenzio degli Innocenti” (DYD n. 80 e 129) ideata da Sclavi e raffigurata da Giampiero Casertano e Corrado Roi;

- del tenero “Johnny Freak” (DYD n. 81 e 127) ideata dal duo Marcheselli-Sclavi e raffigurata da Venturi e Casertano, ma ci sono altre storie che parlano del mondo dei “freaks” tanto cari a Sclavi, sulla scia del capolavoro di Todd BrowningFreaks” (DYD n. 82 e 245)

E ce ne sono tante altre ancora… (Un avvertimento: questa lista che ho fatto è precisa fino ad un certo punto. Da anni non seguo più assiduamente Dylan Dog e potrei tranquillamente aver saltato qualcosa).

Per quanto concerne il passato di Dylan Dog, è stato in parte o del tutto svelato nei seguenti album: agli albi inerenti la storia di Xabaras aggiungiamo anche i DYD n. 74, 121, 151 e 200, ideate da autori vari e disegnate da Bruno Brindisi, eccetto per il n. 74, ad opera di Carlo Ambrosini.

Ecco fatto. Per chi volesse avere una vaga idea del personaggio (e fenomeno Dylan Dog), non deve far altro che procurarsi questi numeri.

 

 

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