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Dylan Dog (Tiziano Sclavi)

Dylan DogDal 1986 in poi, Dylan Dog è diventato un pietra miliare per ogni appassionato di fumetti. Omaggio completo all’indagatore dell’Incubo e al suo creatore, Tiziano Sclavi.

Tutto per i fan “dilanyati”.

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Se vi capita di andare a Londra, passate per Craven Road, al numero civico 7.

Se siete fortunati troverete una porta. Suonate, e non spaventatevi se avete udito un urlo quando suonavate, perchè quell’urlo era il campanello stesso. E non snervatevi se ad aprivi è uno strano uomo baffuto che dice battute sentite e stra-risentite a ripetizione.

Purtroppo nella realtà a Craven Road numero 7 ci troverete un ristorante (guarda caso italiano), ma in un’altra realtà (magari un universo parallelo), in una Londra misteriosa e colma di incubi, ad aprirvi quella porta sarà l’assistente Groucho, che vi accompagnerà fra una battuta e l’altra nello studio di Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo.

Il personaggio ideato da Tiziano Sclavi nel 1986 per la Sergio Bonelli Editore, sin dai suoi primi vagiti ha collezionato proseliti e fan devoti che aumentano col passare del tempo e delle generazioni. Ha dalla sua fan anche noti e di un certo peso culturale, su tutti lo scrittore Umberto Eco, ma anche Carlo Lucarelli, scrittore di gialli e conduttore della trasmissione “Blu Notte” in onda su Raitre. Eco ha addirittura affermato: “Passerei giorni interi a leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog“, mentre Lucarelli ha anche collaborato come soggettista ad una storia della serie inedita.

Prima dell’avvento di Dylan Dog nelle edicole italiane, dagli anni 40 fino all’85, la Sergio Bonelli Editore (passando per la Daim Press) aveva già pubblicato testate fumettistiche di successo, come il famosissimo Tex Willer (ideato dal padre di Sergio Bonelli, Gianluigi), e anche Martin Mystere, Mister No, Zagor e Ken Parker. Tex da solo copriva circa il 50% delle entrate economiche della casa editrice all’epoca. Fino a quando uno scrittore semisconosciuto che aveva avuto poca fortuna con i suoi primi due romanzi (”Film” del 1974 e “Guerre Terrestri” del 1978) propose alla casa editrice la realizzazione di un personaggio completamente fuori dai rigidi canoni fummettistici di eroi forti, mascolini e invincibili (di cui Tex era il prototipo per eccellenza). Questo misconosciuto scrittore è Tiziano Sclavi.

Sclavi usava dare lo stesso nome provvisoriamente a ogni personaggio che creava, in attesa di trovare l’ispirazione necessaria per il nome giusto. Questo nome provvisorio era Dylan Dog (dal poeta inglese Dylan Thomas, e da un libro che Sclavi non ha mai letto nè comprato, ma che ha visto solo in una vetrina, che si intitolava “Dog figlio di“), e nel caso dell’Indagatore dell’Incubo rimarrà esattamente quello. Dylan Dog era il nome iniziale anche di Francesco Dellamorte, il personaggio di un suo romanzo, intitolato “Dellamorte Dellamore“, scritto ben prima dell’uscita nelle edicole di Dylan Dog, ma pubblicato dopo il successo del fumetto (un romanzo da cui verrà tratto anche il film omonimo di Michele Soavi, un film non di grande successo). E Sclavi aveva in mente proprio un adattamento a fumetti del personaggio di Francesco Dellamorte, ambientato però a Londra e non in Italia. La realizzazione grafica del personaggio fu affidata a Claudio Villa (un omonimo del famoso cantante), che secondo il volere dello stesso Sclavi doveva essere realizzata ispirandosi alla figura dell’attore inglese Rupert Everett, dopo che lo aveva notato nel film “Another Country“.

Il primo albo, uscito nell’ottobre del 1986, venne intitolato “L’Alba dei Morti viventi“, realizzato dallo stesso Sclavi e disegnato da Angelo Stano, il futuro copertinista della serie (dal numero 42 in poi), nonchè uno dei più talentuosi disegnatori italiani. La storica copertina di quell’albo fu disegnata dallo stesso Claudio Villa. L’immagine usata per la copertina di questo articolo è la prima vignetta in assoluto che ritrae Dylan Dog, la sua prima comparsa, in cui fa una presentazione alla James Bond. Nel primo numero compare anche il nemico numero uno di Dylan, ovvero Xabaras (anagramma di Abraxas, uno dei nomi del diavolo), che si scoprirà in seguito essere suo padre, particolare che verrà svelato nel numero 25, “Morgana“, il secondo albo disegnato da Stano datato Ottobre 1988, esattamente due anni dopo l’uscita del primo albo. Nei primissimi giorni l’albo vendette molto poco, notizia tenuta nascosta allo stesso Sclavi, nonostante una importante campagna pubblicitaria (per la prima volta presente anche sui quotidiani). Ma col passare dei giorni e dei passaparola le vendite dell’albo salirono oltre le più ottimistiche previsioni, fino ad arrivare ad oggi, dove fra inediti e ristampe, un albo di Dylan Dog ha la media di 800.000 copie vendute al mese, un risultato assolutamente imprevedibile negli anni ‘80, vista anche lo scarso interesse che l’editoria a fumetti viveva in quegli anni, un successo che ha permesso alla Sergio Bonelli Editore di poter investire in futuro in tante altre testate fumettistiche di successo.

 

 

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Disegno in copertina di Angelo Stano