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L'Italia in Lettera: Torino

Quando si parla a qualcuno dell’ultimo libro letto, spesso e volentieri, lo si riduce alla storia che racconta. Noi vogliamo parlarvi invece della città che di quella storia è lo sfondo, il simbolo.

Ecco allora che le varie città italiane si trasformano in luoghi di racconto; diventano spazi simbolici di storie d’amore, omicidi, ribellioni, perdizioni, partenze, arrivi, riconciliazioni e chi più ne ha più ne metta. C’è da dire che non tutte le città possiedono la stessa “vocazione letteraria”: alcune si prestano a un’ambientazione più marcatamente noir, altre invece dichiaratamente romantiche o spudoratamente politiche.

La vostra città, di che “segno letterario è”, quali libri la raccontano meglio?

"Non andare a Torino. A nessun costo" scriveva Franz Kafka in un’annotazione. Chissà poi perché.

Se proprio volete seguire il suo consiglio e preferite godervela da una poltrona, di seguito dodici guide non autorizzate della città più europea d’Italia.

 

1. “La solitudine dei numeri primi”, Paolo Giordano

2. “Tutti giù per terra”, Culicchia Giuseppe

3. “La giornata di uno scrutatore”, Italo Calvino

4. “Cuore”, Edmondo De Amicis

5. “La strada che va in città”, Natalia Ginzburg

6. “La bella estate”, Cesare Pavese

7. “La chiave a stella”, Primo Levi

8. “Il cimitero di Praga”, Umberto Eco

9. “Qualcosa da tenere per sé” / “Torino l’ora blu” , Margherita Oggero

10. “Emmaus”, Alessandro Baricoo

11. “Un fantasma sul ponte”, Renzo Rossotti

12. “I migliori anni della nostra vita”, Ernesto Ferrero