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Zona (Mathias Énard)

  • Scritto da Giulia Zanfi

Contorto, denso e ciccione. Il libro di Mathias Énard o si ama o si odia.
Questo è uno di quei casi in cui non esiste alcuna via di mezzo. O ci si lascia trasportare completamente dall’inarrestabile flusso di parole o ci si annoia a morte dopo la prima riga.

Libro impegnativo nella lettura, “Zona” è considerato un capolavoro letterario per la tecnica narrativa, l’accumulo di informazioni che contiene e per l’immane lavoro che vi sta dietro e che l’autore francese ha svolto in maniera a dir poco impeccabile e straordinaria. I miei complimenti a un Énard non solo scrittore, ma anche traduttore e appassionato di storia che è riuscito a trasporre tutto questo in 500 pagine senza fine. Se ancora non vi è chiaro, io faccio parte di quelli che “Zona” l’hanno amato fino al midollo.

Siamo su un treno notturno che da Milano si dirige verso Roma e Francis Servain Mirkovic, il nostro uomo, protagonista del romanzo, ha con sé una valigetta che racchiude i segreti della sua vita. Mosso da un unico obiettivo, l’ex soldato dei Balcani e spia dei servizi segreti francesi punta a liberarsi una volta per tutti dall’ingombrante fardello del suo passato. La valigetta rappresenta la sua ultima missione: il suo lasciapassare per la libertà e per l’inizio di una nuova vita.

Ma anche se il desiderio di ricominciare da capo è forte, i ricordi di ciò che è stato e di ciò che ha vissuto affiorano costantemente in superficie e lo obbligano a non dimenticarsene mai. Così, in un incessante stream of consciousness, intervallato solo da virgole e punti e virgole (No punti! Avete capito bene!), Mirkovic si racconta. Nessun ordine ai suoi pensieri: le memorie si palesano in modo totalmente casuale e il lettore si ritrova catapultato in situazioni differenti, senza alcuna logica di connessione. Gli orrori della guerra, la violenza sul campo, la fragile relazione con la sua donna: Mirkovic ripercorre il suo passato, nella speranza di un futuro distinto.

Si dice che Mathias Énard abbia messo in scena una vera e propria Odissea moderna di cui Mirkovic è l’Ulisse odierno. Vero. Un eroe/antieroe dalle mille sfaccettature che istiga a tratti curiosità, compassione, ma anche fastidio. Un personaggio misterioso e ambiguo e forse proprio per questo affascinante.

Un libro consigliato solo ai più coraggiosi: a chi non ha paura delle virgole.

“: essere contemporaneamente un individuo su un treno che attraversa l’Italia e portatore di un triste pezzo del passato in una valigetta di plastica dozzinale in cui è inscritto il destino di centinaia di uomini morti o sul punto di scomparire, lavorare come imbrattacarte uomo dell’ombra spia informatore dopo essere stato bambino quindi studente quindi soldato per una causa che mi sembrava giusta e che forse lo era, essere un frammento della spola che la dea tesse avanzando lungo un rettilineo fra viaggiatori ciascuno nel proprio corpo spinti verso la stessa destinazione finale se non scendono strada facendo…”
Voto: 8

Info libro:
“Zona”, Mathias Énard, Rizzoli, 2011, pag. 489, euro 22,00