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Scrivere è un tic - I segreti degli scrittori (F. Piccolo)

scrivere è un ticNon starò qui a ri-elencare le innumerevoli qualità delle edizioni Minimum Fax. Uscite di casa, imboccate la via della libreria di fiducia e compratevi un libro Minimum Fax. Ad ognuno la sua casa editrice, la mia è questa. Sembra una stronzata promozionale ma trovare la propria casa editrice è importante quanto trovare la marca della biancheria intima. Se non è quella giusta, le mutande vanno irrimediabilmente a finire in mezzo al culo. Così i libri.

Il libro: un piccolo “manuale” (se così lo si può definire) per aspiranti scrittori e per i curiosi delle manie più inconfessabili degli autori più amati. I segreti degli scrittori, ha un suono quasi minaccioso, a leggerlo a voce alta. Ebbene sì anche gli scrittori hanno i loro piccoli segreti del mestiere, che ne siano consapevoli o meno. Diffidate di coloro che, magari dopo aver scritto un solo libro o un’unica poesia, si definiscono scrittori “d’ispirazione” o, peggio ancora, di “dissipazione”.

Nottate all’insegna delle più turpi sbronze, inneggiando al “maledettismo” più bieco, rispecchiano talmente il cliché dello scrittore “romantico” da risultare pura masturbazione egoica. Se non siete Henry Miller dedicatevi a qualcos’altro. Ne guadagnerete in moneta e in pudore. Dalle testimonianze dei vari autori, raccolte da Francesco Piccolo, emerge un quadro che dovrebbe essere quasi scontato ai più ma che in realtà viene guardato con diffidenza da chi armeggia sporadicamente con foglio e penna. La fatica è faticosa.

La prima regola è la fatica. Bisogna chiudersi in casa, spegnere cellulari, internet, televisore e quant’altro, aprire il computer o prendere foglio e penna e mettersi seduti in attesa. No, non dell’ispirazione: in attesa di una frase qualsiasi. Se non la trovate iniziate prendendone una a caso da un libro qualsiasi ma iniziate a scrivere qualcosa e rimanete lì seduti davanti a quella frase finché non ve ne viene un’altra, dovesse significare farsi venire le emorroidi a forza di stare seduti.

La seconda regola è la disciplina quotidiana. Ogni giorno stabilite un orario, che sia mezz’ora, un’ora, due ore, quello che volete, da dedicare alla scrittura. Ritenetevi soddisfatti anche se in quell’ora non avete scritto un’acca; l’importante è darsi una cadenza giornaliera, come andare in ufficio, in modo che la scrittura diventi un’azione naturale tanto quanto cambiarsi le mutande o farsi la doccia (oggi i parallelismi con l’intimo mi vengono bene). Potrei scrivere una tesi di laurea su questo libro ma voi non andreste a comprarlo.

Tempo di lettura: un pomeriggio. È un libro che si legge veloce, che alterna parti “di metodo” a citazioni e dichiarazioni di scrittori riguardanti il proprio rapporto con la scrittura. Se poi per ogni nome menzionato volete anche fare una ricerca su internet allora la lettura potrebbe diventare infinita (in ogni caso, in Appendice troverete un elenco delle note bibliografiche riportanti i nomi degli scrittori citati, correlati da una piccola descrizione).

Consigliato: a chi pensa di non essere uno scrittore ma che non può fare a meno di scrivere e ai maniaci delle manie degli scrittori maniaci.

Conclusioni: gli scrittori sono tutti dei folli. Se non fossero diventati scrittori probabilmente ad oggi sarebbero serial killer. Se incontrate uno che dice di essere uno scrittore e passa le giornate a bere degli spritz, sputategli in faccia. Se invece volete scrivere scrivete, anziché passare il tempo a dire di voler scrivere. E se vi dovesse venire in mente un’idea qualsiasi, tenetela lì finché non arrivate a casa, in ufficio, in un bar e non riuscite a scrivere almeno una pagina. Mai raccontare l’idea a qualcuno perché poi, credetemi, non la scrivete più. Memento mori: l’ispirazione, da sola, non serve più (frase da scrivere in diversi post-it da attaccare sopra al letto, sul frigorifero, sul phon, sul divano, sulla scrivania, sulla televisione e, soprattutto, sul computer).

Quando diventerete i nuovi Jack London ricordatevi che noi facciamo le recensioni.

Info libro:

Edito da Minimum Fax 2011, 131 pagine

 

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