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Quaderni di Serafino Gubbio Operatore (Luigi Pirandello)

pirandello Intorno ai primi del Novecento, Serafino Gubbio Operatore dichiarava tristemente “..finii di essere Gubbio e diventai una mano”, ora, alle soglie del 2013, il presidente Mario Monti afferma con soddisfazione “Un posto fisso? Che monotonia!”. Che cosa è cambiato in questo lasso di tempo? Tutto e niente.

Son passati oltre cent’anni dall’avvento della macchina e delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni, ma la situazione non sempre è migliorata. In alcuni casi, è solo peggiorata. Perché se all’inizio la macchina inglobava in sé le aspirazioni di modernità, di rinnovamento e di trasformazioni sociali nella quale l’uomo riponeva i suoi sogni e le sue ambizioni, ora quella stessa macchina di un tempo sembra essere diventata, senza accorgersene, il principale rivale dell’uomo. Forse, sono rimasti solo i cinesi a riuscire a sostenere i suoi ritmi.

Con i Quaderni di Serafino Gubbio Operatore, Pirandello polemizza contro la macchina, in un periodo storico (quello del futurismo) che non faceva che glorificarla. Serafino Gubbio Operatore, cineoperatore della casa cinematografica Kosmograph, perde pian piano consapevolezza della sua entità umana, per divenire un mero strumento per la società in cui vive e per la quale opera. Con rassegnazione e passiva acquiescenza, Serafino si sottomette al volere della cinepresa, alienandosi così dalla realtà e diventando un tutt’uno con la macchina, un ibrido il cui unico obiettivo è quello di riprendere.

Ciò che Gubbio non sa però, è che la scena finale che riprenderà non apparterrà più alle pagine di un copione scritto dall’uomo, ma alla realtà stessa. Una verità tragica sulla quale lui non potrà intervenire in alcun modo, in quanto incastrato nel suo ruolo di uomo-macchina. Questa impossibilità di esistere come individuo e questa sua incapacità di ribellarsi alla condizione in cui si trova non solo lo renderà schiavo della sua cinepresa, ma muto di fronte al mondo del quale fa parte.

Come sempre Pirandello riesce a creare un testo stracolmo di spunti di riflessione. Riprende i temi più classici della sua narrativa (contrasto fra illusione e realtà, la maschera, il senso di alienazione e il sentimento di casualità dominante), introducendone dei nuovi (confronto uomo-macchina). Senza risultare pesante, provoca il suo lettore, ipotizzando uno scenario futuro in cui la simbiosi uomo-macchina diverrà totale.

Realtà o semplice illusione?

“Ma che cosa poi farà l’uomo quando tutte le macchinette gireranno da sé, questo, caro signore, resta ancora da vedere”.

Voto: 8

 

Info libro:

Scritto da Luigi Pirandello, Edito da Mondadori, 2012, 216 pagine