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Proprietà privata (Richard Yates)

Proprietà Privata Se la non popolarità di uno scrittore in vita è la misura del suo talento, allora Richard Yates è lo scrittore più talentuoso di tutti. In pratica, non lo ha mai cacato nessuno. Non a caso l'"Esquire" lo ha definito «uno dei grandi scrittori meno famosi d'America».

Del resto a Yates non interessavano certo i soldi, ma i lettori. Quanto ai soldi è stato accontentato, non avendo mai navigato in buone acque. Non si può dire la stessa cosa per i lettori. Fortuna che adesso sembra scoppiata un'epidemia contagiosa che porta il suo nome. Grazie anche al regista Sam Mendes che ha trasposto su grande schermo quel capolavoro assoluto che è "Revolutionary Road" (con Leonardo di Caprio e Kate Winslet, 2008). Grazie anche a Minimum Fax che ha pubblicato per la prima volta in Italia questi racconti inediti.

Nove short stories che fanno della guerra una "questione privata", qualcosa che ha a che fare con il pudore personale piuttosto che con la collettività. La narrazione scaraventa le battaglie dentro le mura domestiche, a minare l'intera esistenza del singolo: ognuno riporta le proprie ferite, spesso invisibili ad occhio nudo. I valorosi sono coloro che non riportano cicatrici sul braccio, ma che resistono agli orrori e continuano a lottare, continuano a vivere. “Persone con un piede nella fossa e un altro su una buccia di banana”.

La maggior parte di questi racconti ha come soggetto degenti affetti da tubercolosi, malattia contratta dallo stesso Yates durante il suo arruolamento. E ancora, viene indagata la coppia in quanto famiglia tipo del sogno americano, con i suoi drammi quotidiani e le sue contraddizioni. Sopravvivere a una guerra è solo l'aperitivo di una cena che porterà alla morte, una virgola di una frase che si fatica a pronunciare.

In pratica, lo scrittore fa il mestiere che gli è più congeniale: raccontare la propria vita su carta. E lo fa attraverso uno stile secco e realistico, che collega "Addio alla armi" (Ernest Hemingway) a "Vuoi star zitta per favore?" (Raymond Carver). Perché se c'è qualcuno che sa parlare della guerra senza parlare della guerra, questo qualcuno è proprio Richard Yates, che non ha niente da invidiar al miglior Hemingway e che spalanca le porte a quella paranoia della normalità tanto cara a Carver.

Quindi, se cercate fuoco e fiamme, questo non è il libro adatto a voi. A Richard Yates interessa raccontare cosa la guerra ha lasciato nell'intimità delle persone, anche in quella di coloro che la guerra la vivono da lontano. E anche in chi, come molti di noi, la guerra non l'ha mai sfiorata neanche per sbaglio.

Voto: 8

Info libro:

Scritto da Richard Yates, Edito da Minimum Fax, 2012, 192 pagine