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Norwegian Wood (M. Haruki)

“Norwegian Wood” non è solo una della pietre miliari della discografia dei Beatles, ma anche il titolo del best seller di Murakami Haruki.

 

Il romanzo è ambientato a Tokyo tra il 1969 ed 1970 e tratta la vicenda di Toru Watanabe, studente di teatro all’univeristà della capitale la cui vita è stata sconvolta da una serie di avvenimenti sconcertanti. Come il suicidio del suo migliore amico Kizuki che a 17 anni si è avvelanato con i gas di scarico della sua auto ed ancor più l’incontro con Naoko, ex ragazza di Kazuki. Lei ha capelli lunghissimi e neri, occhi vitrei, un corpo esile, ma soprattutto è una creatura fragilissima e sola nel suo dolore; proprio per questo Watanabe riesce ad avere un rapporto solo fisico con lei, fugace ed unico, che non fa altro che lenire il debole legame che esisteva fra i due. Il giorno successivo Naoko scompare. Dopo mesi di lettere e telefonate riesce a scoprire che si è trasferita in una comune ai piedi delle montagne di Kyoto, un luogo slegato dal mondo esterno dove possono trovare le pace pazienti affetti da malattie psicotiche. Cosi’ inizia il lungo cammino del protagonista verso l’età adulta; “Norwegian Wood“, infatti, è l’esempio tipico del romanzo di formazione o meglio definito di Buildunsroman.

Quando il protagonista incontra Naoko è nel pieno della sua fase adolescenziale; i suoi sentimenti sono veri e sinceri e soprattutto mossi da una esigenza di moralità: lui è stato il primo con cui Naoko abbia fatto sesso, lei è debole e sola, sconvolta a livello psicologio pertanto ha il dovere di aiutarla e proteggerla. Nel frattempo incontra Midori che è l’esatto opposto di Naoko come si nota ipotizzando una schema dei personaggi catalogabili in due coppie antitetiche principali: da una parte Naoko e Midori, dall’altra Watanabe e Nagasawa. Naoko rappresenta la notte, il silenzio e la morte, mentre Midori, il cui nome significa “verde”, incarna la vita, l’ottimismo e la luce. Dall’altra parte abbiamo il protagonista che è il prototipo del giovane eroe, puro e senza macchia la cui integrità sarà messa alla prova da Nagasawa, altro univeristario, arrivista e senza scrupoli. Il contrasto è subito lampante: Watanabe è uno studente svogliato e senza aspettative il cui obiettivo principale è quello di risolvere il suo dissidio amoroso, Nagasawa invece è l’emblema della volontà: è intelligente e superbo, con uno straordinario appeal.

Lo scontro tra Watanabe ed il suo anatgonista è molto arduo, tanto quanto la lotta interiore che lo dilania: Naoko o Midori? La scelta ricadrà su Midori perché più che sogni romantici, questa studentessa irriverente e anticonformista, incarna promesse di successo e serenità come ci dimostra il passo: “perciò se un giorno lontano ti venisse in mente di portarmi in un posto lontanissimo, conta su di me. Ti darei un sacco di bambini robusti come tori, e vivremo felici, a rotolarci in un grande lettone”. La scelta però, seppur maturata con tempo e con difficoltà, è obbligata: Naoko, riepiegata nel suo mondo interiore e tragicamente consapevole di non riuscire ad uscirne, si suicida congiungendosi con la notte. La morte del primo amore è seguita dalla disperazione del protagonista che si allontana, intraprendendo una sorta di viaggio rituale ai limiti dalla sopravvivenza fisica e psicologica. Solo alla fine, dopo aver fatto esperienza dell’amore, della disillusione e della morte, l’eroe ha riscoperto se stesso e può finalmente affrontare la maturità con il partener che ama.

Risulta subito evidente che più che un romanzo contemporaneo siamo di fronte ad una rivisitazione del romanzo ottocentesco infatti Murakami non dimentica neppure un dei clichè classici; in primis il romanzo è raccontato dal protagonista in maniera retroattiva: Watanabe a 34 anni e, in occasione di un suo viaggio ad Amburgo, ricorda la sua adolescenza travagliata; la narrazione pertanto consta di tutta una serie di anticipazioni e di flashback che se da un lato seducono dall’altro lasciano il lettore fuori dai giochi. Inoltre il connubio tra il romanzo sentimentale sul modello degli scrittori russi cozza con l’ideologia, le rivoluzioni e la cultura del ’68. Con questo non si vuole dire che la collocazione storica sia marginale, ma sicuramente sta in secondo piano rispetto al tema che sembra prioritario: il contrasto tra Amore spirituale (Naoko) e quello carnale (Midori), se non reale. Se ci si spinge ancor più in avanti si può parlare anche di un altro tema di tutta la latteratura occidentale ottocentesca ossia il tema di Amore e Morte che si intravede nella figura di Naoko. L’attualizzazione e la modernizzazione balzano ancor più all’occhio quando l’autore cerca di coniugare le tradizioni dell’oriente con quelle occidentali-europee: ecco perché si parla di un bella porzione di soba prima di andare ad ubriacarsi in un winebar, o di notti di sesso sfrenato su futon sudici dei love hotel. Per non parlare delle centinaia di citazioni da scrittori come Dickens, Salinger da musicisti, primi tra tutti Miles Davis ed i Beatles, a grandi cult cinematografici come “Il Laureato” e le opere di Pasolini. Sicuramente il grande successo che ha avuto in Giappone è motivato in quanto con Murakami si ha una rottura con la tradizione artistica e letteraria tradizionale, ma agli occhi di lettori occidentali sembra seguire un po’ troppo i passi di David Copperfield o del “Giovane Holden“.

Info Libro:

Edito da Einaudi, 1987

379 pagine