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Memorie di un Vecchio Giardiniere (Reginald Arkell)

Più british di questo libro c’è solo il tè alle cinque del pomeriggio. Una tradizione, quella inglese, che si manifesta in questo romanzo nei tipici giardini anglosassoni. Templi naturali dove il verde non è solo un elemento decorativo, ma costituisce l’essenza stessa del tutto. Se l’Eden avesse avuto un giardiniere, il suo nome sarebbe stato sicuramente quello di Herbert Pinnegart.

Come nelle favole, un trovatello nato sul finire dell’era vittoriana viene adottato da una donna di buon cuore che lo salva da un’infima sorte, concedendogli così una seconda possibilità che rappresenta per lui una sorta di riscatto sociale al suo stadio iniziale. Senza però troppe agevolazioni, ma con un solo lasciapassare per il proprio destino, il povero Herbert (per tutti Gramigna) combatte con indifferenza e ostinazione chi lo schernisce per la sua gamba corta, chi lo addita per il suo essere solitario e chi lo snobba per il suo innato pollice verde. Fanculo tutti: che le malelingue si fottano. Il sogno di Bert diverrà realtà.

Essere un giardiniere, vivere la natura come casa propria, volere bene a un fiore come ad un proprio figlio: una vocazione per sole anime nobili e sensibili. Herbert Pinnegart riversa nel giardino della villa della Signora Charteris (la sua padrona per oltre 40 anni) tutto l’amore che possiede in corpo, quello stesso sentimento che decide razionalmente di escludere dalla propria esistenza alla giovanissima età di sedici anni e che rimpiange di non aver vissuto cinquant’anni dopo quando, sul finire della propria vita, non desidera altro che una compagna al suo fianco da amare.

Una storia delicata come un petalo di rosa. Un libro raro come le piante antiche. Un romanzo delizioso che non aspetta altro di essere regalato.

“Se si potessero togliere uno dopo l’altro gli anni della vita di un individuo, come si tolgono le foglie di un carciofo, scopriremmo che il periodo più bello è quello compreso fra i cinquanta e i sessantacinque anni”

Voto: 7



Info libro:

Scritto da Reginald Arkell, Edito da Lit, 2011, 180 pagine



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