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L’uomo In Fuga (R. Bachman)

  • Scritto da Giulia Zanfi

uomo in fuga Il 22 gennaio 1984 Mondadori torna in edicola con uno dei suoi romanzi fantascientifici della collana Urania. È il turno di “L’uomo in fuga”. Una storia avvincente che sembra ispirarsi a Dick e a Orwell, ma che da entrambi gli autori si distanzia per prendere poi una sua direzione precisa. Chi lo scrive è un giovanissimo Stephen King, quando ancora era per tutti Richard Bachman. Uno pseudonimo che non tradisce la bravura di questo scrittore che si conferma essere un abile ideatore di trame intricate e un novelliere in grado di trattenere il lettore alle proprie pagine con il fiato sospeso a mezz’aria.

Siamo in un futuro non troppo lontano: in un quanto mai probabile 2025 dominato dalla tri-vu. La società comanda attraverso gli schermi e la popolazione abbocca subito all’amo. La gente si diverte a guardare giochi televisivi con protagonisti persone comuni alle prese con situazioni agghiaccianti. Nessun Grande Fratello o Isola dei Famosi dunque, ma Uomo in fuga.

La competizione funziona più o meno così. Il giocatore prescelto viene dichiarato nemico dello Stato. Gli vengono concesse 12 ore di vantaggio per fuggire, dopodiché inizia l’inseguimento da parte dei cosiddetti “cacciatori”, una squadra di poliziotti che agiscono in stretta collaborazione con i telespettatori di tutta l’America. L’obiettivo non è quello di aiutare il fuggitivo nella sua impresa, ma di ucciderlo. La possibilità di rimanere in vita è decisamente limitata, considerando il fatto che non è mai sopravvissuto nessuno se non per più di qualche giorno.

Perché partecipare allora? Per la fama? Per la gloria? Per dimostrare agli altri quanto si vale? No, il motivo è molto più semplice e banale. Per soldi. Il dio denaro domina, anche in questo caso e anche in questa epoca, su qualsiasi altra motivazione. Di fronte al degrado e alla miseria più totale, iscriversi ad un gioco a premi diviene l’unica soluzione per cercare di continuare a sopravvivere.

Richard Bachman alias Stephen King ci mostra un futuro che per noi cittadini del 2012 è davvero alle porte. Purtroppo le previsioni venture non sono delle migliori. C’è una popolazione spaccata in due (da una parte gli estremi ricchi e dall’altra gli estremi poveri), una società corrotta in grado di manipolare la mente dell’uomo attraverso il solo schermo di un televisore e c’è il desiderio di alcuni di potersi riscattare che si scontra però con l’impossibilità di farlo dovuto ad un sistema dispotico e autoritario. Si delinea così un’immagine del domani abbastanza inquietante che altro non è che una copia deformata dell’attuale presente.

[Nota]

Da tale romanzo, è stato tratto anche un film, “L’implacabile”, diretto da Paul Michael Glaser e con protagonista uno Schwarzenegger in tutina gialla. La versione cinematografica trae solamente spunto dalle pagine del libro, non riportando fedelmente la storia per iscritto. Rimane l’idea base di programma televisivo seguito da una folla veemente, ma cambiano le dinamiche del gioco.

“Se aprite gli occhi, vi renderete conto che Uomo in fuga è qualcosa di più di una trasmissione per divertire le masse e di un sistema per liberarsi della gente pericolosa”

Voto: 7,5

 

Info libro:

Scritto da Richard Bachman, Edito da Mondadori, collana Urania, 1984, 162 pagine