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La Strada (Cormac McCarthy)

la strada Ci sono dei libri che non hanno bisogno di molte parole: vanno letti e basta. È inutile persino stare a sindacare sullo stile di scrittura, la personalizzazione dei personaggi o il punto di vista dell’autore. Non ce ne frega niente. Anche le opinioni si sprecano. Perché quando un libro è in grado di emozionare a tal punto, tutto il resto non conta.

Certo che quando si leggono in rete opinioni del tipo “Mio marito si e' fatto confondere dai vostri commenti e mi ha regalato questo libro, il più brutto, senza senso, noioso e inutile che io abbia mai letto” o ancora “Sarà anche un capolavoro, ma magari mal riuscito. Dopo 10 pagine l’ho abbandonato”, pur nel rispetto delle opinioni altrui, ti vien da pensare semplicemente: non capisci davvero un cazzo.

Capolavoro o meno questo è un romanzo definitivo. Che cosa significa? Non lo so con esattezza nemmeno io, ma con certezza posso consigliarvene la lettura. Dentro questo volumetto di poco più di 200 pagine è racchiuso l’essenziale. Immaginate un futuro apocalittico, una lunga strada americana della quale non si percepisce né l’inizio né la fine e collocate all’interno di questo scenario desolato e desolante un padre e un figlio che spingono un carrello. L’assenza di tutto è la storia stessa.

Cos’altro posso aggiungere? Procuratevi una scatola di kleenex (con questo caldo persino il doppio velo dei fazzoletti di carta fa sudare) perché le ultime 20 pagine sono da lacrime e singhiozzo. Terminata la lettura, difficilmente riuscirete a prendete in mano un altro libro. Io ho aspettato una settimana. Quei dialoghi tra padre e figlio così scarni, così sostanziali, così veri ti si attaccano alle viscere come una sanguisuga che aspira il tuo sangue. Non vi è scampo. Un romanzo poetico nella sua desolazione.

 

“Tu cosa faresti se io morissi?

Se tu morissi vorrei morire anch’io.

Per poter stare con me?

Sì. Per poter stare con te.

Ok.”

Voto: 9

 

Info libro:

Scritto da Cormac McCarthy, Edito da Einaudi, 2006, 218 pagine

 

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