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La Felicità di Emma (C. Schreiber)

  • Scritto da Esterina

[Preambolo] Provo una strana attrazione per tutti i libri con le copertine rosa. Intendo tutte rosa. Magnetismo irrefrenabile e acquisto immediato. La cosiddetta vendita d’impulso.

Il primo è stato “La scarpa sul tetto” di Vincent Delecroix. Il secondo è questo, “La felicità di Emma” di Claudia Schreiber. Un colore che sembra essere diventato una garanzia. Rovistate bene in mezzo agli scaffali perché dietro una copertina rosa si nasconde sempre un’ottima storia. [La storia] Nella vecchia fattoria, il buon vecchio Zio Tobia è morto. Andato. Spirato. Defunto. Crepato. Stecchito. Di lui: più nessuna traccia. Al suo posto: una donna. Una donna che di donna ha poco, eppure è donna. Una Venere di Botticelli con gli stivaloni e un forcone in mano. Una contadina esperta che con ingenuità manda avanti da sola la sua baracca. Una fattoria isolata dal resto di quel mondo cittadino che la circonda, ma che sembra non scalfirla minimamente. Le gioie della vita sembrano andare ben oltre una visita dal parrucchiere o una capatina in una boutique del paese. La felicità per Emma è racchiusa nella semplicità della sua vita. Abbracciare la grossa scrofa che rotola nel letame, fermarsi ad osservare il gioco delle mosche per aria, ridere al corteggiamento del gallo e delle galline. Ma non solo. Percorrere qualche kilometro di asfalto senza senso con la sua moto e rotolare per terra, sull’erba, fresca, che ti fa il solletico. Vivere della natura, con la natura, per la natura. Finché una Ferrari rossa fuoco non si sfracella giù per il suo fossato, regalandole, come un dono dal cielo, un bel mucchio di dollari e un uomo. Max. La storia, a questo punto, si fa da sé. Una passione travolgente che riempie il cuore di due persone, così diverse ma allo stesso tempo così simili. Uno scambio reciproco di affetto desiderio e perché no, anche di amore. Sì, di Amore. Ma quanto dura la felicità?

[Epilogo] Un libro che sa di cioccolata calda con sopra la panna. Una trapunta bianca con i fiorellini viola disegnati. Le assi di legno fredde sotto i piedi scalzi. Ma anche di cotechino con fagioloni, patate arrosto, vino rosso, musica di sottofondo, paglia dentro le mutande e sudore. Insomma: un cocktail improponibile che però non è niente male. Io lo leggerei se fossi in voi.

Voto: 8

"Emma viveva dei maiali e delle meravigliose salsicce che sapeva farne, e i maiali da parte loro mangiavano gli scarti del cibo di Emma. Emma era legata a quel sistema, era parte del tutto e del tutto a suo agio. Ma ne era anche prigioniera, perché non capiva gli altri sistemi che stavano là fuori nel mondo".

Info Libro:

Edito da Keller, 2010

240 pagine