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La collina dei conigli (Richard Adams)

  • Scritto da Giulia Zanfi
conigli
“La collina dei conigli”
è un cult della letteratura. Uno di quei libri che a distanza di tempo continua a far parlare di sé. Citato nei fumetti (Dylan Dog), nei film (Donnie Darko), nelle serie tv (Lost), a scuola, la storia di Richard Adams è diventata anche un cartone animato (“La collina dei conigli” di Martin Rosen, 1978) e una serie tv per più piccoli, ma non per questo è da considerarsi assolutamente ed esclusivamente un libro per bambini! Attenzione! Tra il distopico, il poema epico e il romanzo di formazione, “Watership Down” (titolo originale) rimane ancora oggi difficilmente riconducibile ad un unico genere letterario.

Di cosa parla? Un gruppo di conigli fugge dalla propria conigliera dopo che il sensitivo Quintilio avverte un pericolo incombente. Guidati dal saggio Moscardo (suo fratello), il drappello di conigli parte così alla ricerca di un luogo più sicuro dove poter finalmente vivere felici e contenti. Il lieto fine è evidente fin dall’inizio (nessuno spoiler: solo un dato di fatto!), ma nulla toglie al procedere della vicenda che, con il passare del tempo, non solo si infittisce di significati profondi, ma mostra chiaramente un parallelismo tra l’universo animale e quello umano.

Già, perché i conigli di Richard Adams sono antropomorfizzati, ossia ad essi vengono attribuiti tutta una serie di caratteristiche proprie dell’uomo. Essi possiedono una propria cultura, religione, lingua (il lapino), poesia, miti e tutto un immaginario che fa del loro mondo, un universo a sé stante.

Ciò che salta più all’occhio e che li accomuna maggiormente alla collettività umana è sicuramente l’organizzazione in società. Durante questo percorso, infatti, Quintilio, Moscardo, Parruccone e tutti i loro compagni si confrontano con modelli di comunità differenti, di cui alcune decisamente totalitarie. Dall’autoritarismo iniziale, passano all’apparente benessere della conigliera di Primula Gialla, gestita da uomini, per poi imbattersi e scappare dalla dittatura imposta con rigore e terrore dal generale Vulneraria.

Il viaggio intrapreso dai conigli di Adams non è solo un’avventura animalesca, ma un vero e proprio percorso epico ed iniziatico che mira al raggiungimento di una felicità comunitaria che si organizza mediante una società democratica, partecipativa e solidale in cui ciascun membro contribuisce alla vita collettiva.

Se dunque pensavate di leggere semplicemente di una storia di conigli, avete sbagliato di grosso. Richard Adams ci insegna come sia difficile, ma non per questo impossibile aspirare a un modello di vita liberale ed egualitario. La felicità non è dovuta, ma si conquista, e i conigli di Watership Down lo sanno bene…

Una storia di amicizia, di condivisione e perché no, anche di sfida per conseguire i propri ideali.

“Questo mondo, dove tanto resta da fare e così poco se ne sa…”

Voto: 7 ½

Info libro:
“La collina dei conigli”, Richard Adams
Tradotto da Pier Francesco Paolini
Edito da Bur Rizzoli, 2013
Pag. 429, Euro 11,00