Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Donne (C. Bukowski)

  • Scritto da Anìdride

donnePer gli uomini: Non usate mai Bukowski come mentore. Le donne non sono buchi. Non vince chi porta a casa più bandierine.


Bukowski si fa il verso da sé quando, nei pantaloni di Henry Chinaski (il suo alter ego per eccellenza), scrive di fare sesso con tre donne nella stessa giornata. Fa il verso a tutti gli uomini quando, sbronzo, si addormenta ancora prima di dare inizio alle danze. Il suo non è un libro porno. E nemmeno un manuale di approccio libero. È un libro sulla solitudine di un uomo che cerca nel sesso una redenzione tardiva. Una redenzione dal materialismo più aberrante. Troppo spesso Bukowski è stato scambiato per un maledetto. La sua era una poetica dell'inettitudine più che del maledettismo. Come già in Jack London e John Fante, la sua era una condizione di insicurezza duratura. Una vocazione alla sconfitta. Non a caso è diventato alcolizzato per timidezza. Lui stesso si descrive come un omone di due metri, in cento chili di bellezza, paonazzo di un'acne deformante. Libro sconsigliato in caso di depressione cronica. E di ansia da prestazione.

Per le donne: Certo è che se gli uomini ci vedono come ci vede Bukowski non siamo un bel vedere. Praticamente siamo ridotte ad un unica cosa, e non c'è bisogno di dirla. È già, la storia più vecchia del mondo. Se fosse tutto lì sì. Ma per Bukowski non è "solo" tutto lì. Ci deve essere qualcosa in una donna a renderla unica. Che sia il pulire casa in guanti di gmma e jeans o portare rigorosamente i tacchi vertiginosi, bere whisky alle quattro di pomeriggio, telefonare ubriaca a notte inoltrata, distruggere la macchina dell'uomo che ama solo perché ha avuto il sentore che possa averla tradita. Più una donna è folle, si direbbe, più non si riduce a un buco. Apro "Donne" e la prima cosa che penso è "Sex and the City". Solo, per uomini. Andando avanti scopro invece che Donne è un libro per le signore. Possiamo finalmente vedere noi stesse con gli occhi di un uomo. Un uomo particolare ma pur sempre un uomo. Un uomo che ammette le proprie debolezze. Non è poco. E non è tutto. Possiamo vedere anche come un uomo pensa quando è con una donna. Niente. L'uomo Chinaski non pensa proprio a niente. Pensa solo a come tenerlo eretto per almeno 10 minuti e a come superare la sbronza nei restanti 30. Il sogno di ogni donna. Femministe, rinfoderate le spade. Perché attraverso questo libro possiamo anche vedere come spesso, proprio a sbagliare, siamo noi donne. Come sbagliamo i rapporti, i sentimenti. Con le nostre aspettative. I rancori. Le follie. Donne è un libro su come si sbagliano i sentimenti. Non tutto è perfetto, ci dice Bukowski. L'uomo perfetto alla Walt Disney non esiste. Esiste l'uomo alla Henry Chinaski, che non riesce a tenersi un lavoro per più di tre settimane; che è capace di mangiare scatolette giorni e giorni; che ha elevato l'alcool a divinità suprema e che si pulisce con la carta da giornale quando caga. Ma che sa anche prenderci per quello che siamo. Forse un semplice buco, forse qualcosa in più, forse tutto. Sconsigliato alle donne che sono appena state lasciate. E alle mie ex coinquiline.

Voto: 7

Info Libro:

 

Edito da Guanda, 2006

304 pagine