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Alta Definizione (Adam Wilson)

  • Scritto da Anita
adam wilson alta definizione recensione
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Il romanzo della nuova generazione è un romanzo ad alta definizione
: un romanzo fico che parla di gente (apparentemente) poco fica.

La presa in diretta di un perdente post-adolescente, tra droghe sintetiche, improbabili amplessi, deliri notturni, coppie lesbiche e cibo macrobiotico, è l'opera prima dell'esordiente Adam Wilson, trentenne di Brooklyn che insegna scrittura creativa alla New York University.

Schietto e ironico, dissacrante e iperrealistico da far impallidire Richard Estes, “Alta Definizione” è il nuovo “giovane Holden, con qualche ruga e uno schermo a led in più. Se Holden Caulfield era angosciato perché ribelle, Eli Schwartz è ribelle perché angosciato.

Io volevo che ogni cosa significasse qualcosa. O che almeno qualcosa significasse qualcosa” (p.340).

L'angoscia di Eli è un'angoscia profonda, che nasce dal disorientamento emotivo di chi si sente privo di ogni mezzo per affrontare il mondo socialmente gerarchizzato e non riesce a vedersi in alcun futuro possibile, per cui gioca a inventarsi “finali” improbabili, sulla falsa riga di quelli televisivi e cinematografici.

adam wilson alta definizione finali
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Volevo parlare (…) di tutti questi finali da film applicati alla mia vita , e di come sembravano tutti irrealistici o schifosi o fiacchi o insoddisfacenti o tutte queste cose insieme, ma erano gli unici futuri che riuscivo a immaginare perché non avevo idea di che cosa facessero davvero le persone appena diventavano esseri umani rispettabili nel loro mondo reale, con relazioni che funzionavano, lavoro, sesso, felicità, amore eccetera, né sapevo se queste cose esistevano realmente o se erano solo finali di film, di brutti film che prima rallegrano le persone e poi all'uscita dal cinema le catapultano di nuovo nella disperazione perché le loro vite non sono all'altezza” (p. 357).

È un tentativo di costruzione di identità, che viene scambiato (dagli altri) per vocazione al fallimento. Ma attraverso un percorso formativo diviso in tre atti, stile tragedia greca, Eli impara che non è poi così difficile non mandare tutto a puttane. E se anche “le ossa non guariranno mai del tutto”, la crescita porta sempre a un irrobustimento, come accade per gli alberi mentre crescono verso il cielo. Perché, dopotutto, “il sale sulle ferite fa male, ma disinfetta anche”.

Una rivincita dei perdenti, dunque, questo piccolo capolavoro di Adam Wilson: una storia di umana sopravvivenza, dove viene mostrato ogni punto nero e imperfezione del protagonista, ma anche di compassione e autodeterminazione.

Una nuova, potente voce nel panorama americano, che ci ricorda, con il tipico umorismo “orizzontale” ebraico e una scrittura marcatamente cinematografica, che “Dio non esiste, e se esiste non sta certo sulla superstrada a multare i guidatori distratti che telefonano al volante” e che se qualcosa nella vita non ci piace, possiamo sempre metterla in pausa, che non succede niente.

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Un libro che se non è già un film è solo perché non è stato ancora trovato l'attore adatto ad interpretare il protagonista.
A proposito, io voto per Louis Garrel.

Voto: 8

Info libro:
Scritto da Adam Wilson
Edito da Isbn Edizioni
2013
426 pagine