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Riflessioni sul finale di stagione di The Walking Dead

  • Scritto da Johnny Serpico
the walking dead "The Walking Dead" ha appena concluso la sua quarta stagione. Credo sia importante partire nell'analisi complessiva di questi 16 episodi per dare un giudizio completo su una delle serie di maggior successo di questi anni.

ATTENZIONE: spoilers everywhere

Da sempre TWD ha alternato ottime idee con passaggi a vuoto notevoli, e credo che anche questa stagione abbia sofferto di tale contrasto. Sopratutto sembra che ormai non ci sia più la stagione dal percorso unitario con relativo finale ma piuttosto due mini seasons (la prima che va da ottobre a dicembre e la seconda da febbraio ad aprile) che vivono di luce propria.

Quest'anno è stato più vero che mai con un finale a metà anno decisamente più sconvolgente rispetto al finale "vero" andato in onda ieri. L'arco narrativo è sostanzialmente diviso in due: le prime otto puntate per chiudere la questione Governatore, le seconde otto per portarci a Terminus dove, verosimilmente, si svolgerà gran parte della quinta stagione. Comunque se la prima parte aveva lasciato abbastanza soddisfatti fino alla violentissima resa dei conti con il Governatore (anche se rimane la domanda perché non usare questo finale stupendo l'anno scorso per la terza stagione?) la seconda parte, che ha riportato i nostri sulla strada, divisi in piccoli gruppi, lascia l'amaro in bocca per le troppe puntate riempitive. Il peggio lo si raggiunge nella puntata 12 incentrata sul rapporto tra Daryl e Beth, quaranta minuti di niente assoluto. Ma anche altri episodi sembrano buttati lì come fegatelli senza un motivo o senza una minima idea interessante.

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Vero è che quest'ultima ci consegna la puntata a mio avviso più bella di quest'anno e forse una delle migliori della serie complessiva; la 14, "The Grove", dove Carol e Tyreese hanno a che fare con la piccola Lizzie. Da brividi. Il lavoro del nuovo showrunner Gimble è quindi in chiaroscuro, anche se a suo favore c'è da dire che gli episodi scritti in prima persona sono di altissimo livello (1, 14, 16). La sfida per lui e il team di sceneggiatori nella prossima annata sarà quella di migliorare la compattezza della serie e il livello qualitativo medio delle puntate.

Ed ora veniamo al finale di ieri, che ha provocato giudizi contrastanti. A mio avviso è un bella conclusione, molto migliore di quello della terza stagione, per intenderci. Nessuna morte forzata (come era stata quella di Andrea), nessun colpo di scena incredibile. Semplicemente il ritorno di Rick sulla scena, come leader carismatico e violento.

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Come compare nel fumetto anche qui umani e zombie si scambiano il ruolo in quella che ormai è una giungla in cui le differenze tra bene e male si assottigliano sempre di più. Chi è umano e chi è zombie? E quale sarebbe la differenza? Come chiede Carl a suo padre in questo ultimo episodio "Chi siamo NOI?" E' l'ultima battuta di Rick a dare forza all'intera puntata e all'intero arco narrativo degli ultimi otto episodi.

E ancora una volta, nonostante tutte le critiche, ti ritrovi a pensare "quanto manca ad ottobre?".

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