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Freaks!

freaks locandinaCome spesso accade, in Italia le cose vengono fatte bene fino ad un certo punto, passato il quale non si sa bene perché la voglia svanisce e ci si accontenta. Non fa eccezione Freaks!, la prima web serie italiana. Qui sta il bello della questione: un’idea nuova, finalmente, nel tentativo di sfruttare la rete, e il Tubo in particolare, per la diffusione non più solo di professoresse che si fanno toccare il culo o di gattini che si addrupano, ma anche di materiale professionale, che sui canali tradizionali faticherebbe a trovare spazio o che, in ogni caso, non raggiungerebbe il pubblico cui è realmente destinato.

Sull’idea di base quindi ci siamo. E il successo delle prime tre puntate di Freaks!, con centinaia di migliaia di visualizzazioni (il primo episodio è alle soglie del mezzo milione), è la prova che la strategia seguita è quella giusta.

Un po’ meno il soggetto. Freaks! è una copia di Misfits, ancorchè esplicitata dagli stessi protagonisti all’interno di un dialogo nel secondo episodio, ambientata nella periferia romana con cinque ragazzi che si scontrano per caso e che pian piano realizzano di avere degli strani poteri. Delle loro vite prima del reciproco incontro non sappiamo nulla. Poco a poco scopriamo di ognuno il potere: Viola acceca le persone solo toccandole, Marco quando si eccita è in grado di viaggiare indietro nel tempo, Giulia diventa superforte dopo aver bevuto sangue umano, Andrea è in grado di influenzare l’umore delle persone e di far provare loro le sue stesse emozioni e infine Silvio.

I cinque si ritrovano dopo un black-out di quattro mesi, il che aumenta ulteriormente il citazionismo con il riferimento a Flashforward, serie americana andata in onda lo scorso anno e poi cancellata dopo una sola stagione, senza però visioni di un possibile futuro. Cosa sarà successo nei quattro mesi di buio? Chi è il misterioso uomo senza volto che insegue i cinque, Giulia in particolare? Perché Silvio e Viola sono fidanzati?

Quello che non convince di questa web-serie è quindi la storia, che con ben poca originalità pesca, come detto, a piene mani da precedenti produzioni straniere. Il problema è che già l’inglese Misfits faceva riferimento a un’altra serie tv, l’americana Heroes, e aveva una delle sue ragioni d’essere proprio nel riferimento caustico e umoristico allo stereotipo (e quindi al mondo) statunitense dei supereroi. A che pro? Perché non produrre una storia originale? Perché, visto lo spirito del progetto che coinvolge persone al di sotto dei trent’anni, non affidare il soggetto a giovani sceneggiatori in cerca di esperienza e visibilità? E dire che tra gli autori del progetto figurano persone che hanno acquisito nel tempo una certa fama su Youtube grazie a video e idee originali, come Guglielmo Scilla alias Willwoosh (che interpreta Marco) e Claudio DiBiagio aka Nonapritequestotubo (che interpreta Silvio), il quale insieme a Matteo Bruno, conosciuto come Canesecco, si occupa anche della regia. L’unico, finora, pregio di Freaks! è quindi quello di aver dimostrato ancora una volta la potenza e la potenzialità della rete come nuovo canale distributivo.

 

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Freaks!

Una ragazza seduce e azzanna sul collo un ragazzo in un parco, una coppia litiga in macchina, un giovane sfugge ad un pestaggio, un altro barcolla per strada ubriaco per strada mentre un ultimo fa l’amore con una ragazza. Il caso, forse, porterà tutti ad incontrarsi all’incrocio di una strada nella periferia romana.
Alla prima occhiata questa Freaks! sembra un ottimo prodotto, confezionato con maestria, che non cerca di nascondere i proprio limiti di produzione, e che mette molta carne al fuoco fin da questo primo episodio.

Voto: 7

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Blackout

Alla seconda occhiata molte delle prime, positive impressioni rimangono, ma affiora anche ciò che non va. Andrea, Giulia, Marco, Silvio e Viola si risvegliano dallo svenimento di fine prima puntata, tutti seduti a tavola a casa di Silvio, quattro mesi dopo, senza ricordare nulla di quello che è successo.
Se nel primo episodio il citazionismo e le strizzatine d’occhio alle serie made in USA potevano andare bene, qui già il meccanismo sembra incepparsi.
Flashforward è il primo nome che salta in mente e quando i cinque iniziano a fantasticare su superpoteri Heroes e Misfits non sono solo riferimento palesi, ma addirittura palesati dallo stesso Silvio. E questo è proprio l’errore che fanno gli autori: la parodia della parodia è quanto di peggio ci possa essere. Misfits era già la parodia di Heroes, un Misfits in salsa italiana non serve a nessuno.

Voto: 6

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Powerfull

Continua a naufragare la prima web serie italiana. Tra una citazioni che sfociano nel plagio e strizzatine d’occhio a svariati serial americani (stavolta tocca a The Big Bang Theory). Non ci sono idee nuove rispetto alle puntate precedenti e la storia non va avanti. Sopriamo solo che l’uomo senza volto che insegue i cinque protagonisti ce l’ha in realtà solo con Giulia e che questa è la sola che possa vederne la faccia. Ma così..come se niente fosse lo ammazza.
I personaggi non hanno costruzione e caratterizzazione, fanno semplicemente cose senza senso, slegate l’una dell’altra e l’uno dall’altro. Chi ha realizzato la serie, che poi come detto son gli stessi che la interpretano, sembrano più concentrati nel disseminare riferimenti all’interno di ogni scena, oltre che a sparare la colonna sonora a tutto volume.

Voto: 5

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What if..

Eccallà! Mi ci sarei giocato tutto. Alla quarta puntata (o quinta visto che la seconda era stata divisa in due parti) le idee sono finite e allora che si fa? Si cita Lost e si mette in piedi un episodio sul “che cosa sarebbe successo se..”. Giulia ammazza per davvero l’uomo misterioso, Andrea viene pestato mentre Marco filosofeggia senza senso sull’amore e il destino. Viola, in macchina col fidanzato che non rimane accecato, investe Silvio, evidentemente poco fortunato.
Dissolvenza in bianco e tanti saluti. Fine.
Cinque puntate per dimostrare come non vanno fatte le cose, come l’alibi di un nuovo mezzo di distribuzione possa sopperire alla totale mancanza di idee.

Voto: 4

Voto totale: 5