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Boris: scene cult

boris serie tvPer chi odia la televisione italiana Boris equivale ad una liberatoria valvola di sfogo.

La serie tv andata in onda dal 2007 al 2010 ha dato la possibilità di osservare da vicino come viene realizzato un prodotto seriale italiano. Il risultato è una perfetta metafora della patetica situazione culturale e sociale del nostro paese.

Sul set de “Gli occhi del cuore” c'è incompetenza, inettitudine, volgarità, incapacità, corruzione, clericalismo, disonestà, politica con tentacoli soffocanti, becero utilitarismo, sessismo, violenza, pochezza spirituale e sopratutto onnipresente ignoranza. Sì, senza dubbio lo specchio perfetto dell'Italia.

Tutti i protagonisti di Boris sono la rappresentazione divertentissima e drammatica delle dinamiche di potere e dilettantismo che muovono il "Bel paese": tre stagioni capaci di regalare bolle d'ossigeno e verità nell'asfittico panorama seriale italiano.

Vi proponiamo le scene cult di Boris... buona visione!

(Leggi anche la seconda parte)

1. A cazzo di cane!

 

2. -Renè: cagna, cagna maledetta!

 

3. Occhi del cuore 3... perché a noi la qualità c'ha rotto er cazzo! Perché un'altra televisione diversa è impossibile! Viva la merda! (Renè)

 

4. -Renè: questa tra un po’, tra cinque puntate risulta che c’ha un figlio di 13 anni, quando l’ha fatto ‘sto figlio, a 11 anni l’ha fatto? Non mi sembra che questa serie sia ambientata in Cambogia no?!

 

5. Ma non il futuro di Medical Dimension, che è una gran cazzata, io parlo della locura, Renè, la locura. La pazzia, che cazzo Renè, la cerveza, la tradizione o merda, come la chiami tu, ma con una bella spruzzata di pazzia, il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paiette. In una parola, Platinette. Perché Platinette, hai capito, ci assolve da tutti i nostri mali, da tutte le nostre malefatte... Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perché mi divertono le minchiate del sabato sera. È vero o no? Ci fa sentire la coscienza a posto Platinette, questa è l'Italia del futuro: un paese di musichette, mentre fuori c'è la morte. È questo che devi fare tu: Occhi del cuore sì, ma con le sue pappardelle, con le sue tirate contro la droga, contro l'aborto ma con una strana, colorata, luccicante frociaggine. Smaliziata e allegra come una cazzo di lambada. È la locura Renè, è la cazzo di locura. Se l'acchiappi hai vinto. (Lo sceggiatore a Renè)

 

6. -Stanis: Kubrick? Posso essere sincero? Io considero Kubrick un incapace. Lo considero il classico esempio di instabilità artistica. Abbia pazienza, era uno che affrontava un genere, falliva e passava ad un altro genere. Come lo vogliamo chiamare? Eh? Poi anni e anni fra un film e un altro…anni e anni di che cosa? Eh? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza!

 

6. “Mariano: A me non piace picchiarti. A me non mi piace. La benzina, dare fuoco, le botte, le scheggie d'osso che vagano... non mi piacciono. non mi piacc.. all'inizio sì. All'inizio sì. L'esperienza del fuoco sì. L'esperienza del fuoco te la consiglio.

 

7. -Fabio: ok, ok, state molto attenti: mio padre è un senatore della repubblica e voi mi state facendo violenza! Biascica: de che partito è tu padre? Fabio: cosa c’entra? Biascisa: de che partito è tuo padre? Fabio: dei verdi! Biascica:ma vaffanculo! Attacca st’euro quattro, sgomma Stanis: ‘sto catalitico, ‘a catalitico! Tiettelo ‘sto du percento!

 

8. Mariano e lo stagista pregano...

 

9. Che straordinario odore di set, mi sento a casa, e vi invidio signori. Voi artigiani che lavorate con mano e con occhio, con sapienza ed è per rispetto profondo della concretezza che trasuda da queste pareti che io mi sento di esprimere un mio umile pensiero: andatevene affanculo tutti! (Stanis La Rochelle)

 

10. -Renè: Mariano io sono preoccupato per te. Ma che è ‘sta storia? ‘sto fatto che hai incontrato Gesù sulla Roma-L’Aquila, e annamo! Scusa vieni scalzo dalla Balduina! M’hanno detto che costringi lo stagista a pregare con te. Senti quanto pensi di andare avanti così, perché non reagisci? Mariano… e scusami ma hai rotto il cazzo, è il sesto camerino che sfondi!

 

Continua a leggere la seconda parte