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William Blake: quadri e illustrazioni

Il film “Red Dragon” è un discreto prequel del più riuscito “Il Silenzio degli Innocenti”. Quella pellicola mi rimase impressa non per le avventure di Hannibal Lecter, ma perché il serial killer protagonista aveva tatuato sulla schiena il dipinto “Il grande drago rosso e la donna vestita col sole”. “Il lupo mannaro” era decisamente ossessionato da quel quadro, basta dargli un'occhiata per capire il motivo.

Oltre ad essere un celeberrimo poeta, William Blake (1757-1827) era un pittore e incisore sopraffino. Un vero e proprio viaggio all'interno di un universo inquietante che fa della religione il proprio tappeto concettuale. Come le sue poesie, anche la sua visione pittorica fa della potenza espressiva e del simbolismo lo strumento ideale per comunicare il proprio messaggio. La lotta contro l'oppressione e le catene del peccato imposte dalla dottrina cattolica viene spesso affidata ad archetipi minacciosi ed immagini spirituali. Dai draghi a Satana, passando per figure femminili e anziani dalle caratteristiche soprannaturali.

Un'attività artistica strettamente collegata a due grandi capolavori della letteratura “religiosa”, e non solo, impossibile non parlare delle possenti illustrazioni per “La divina Commedia” di Dante Alighieri (pubblicate nell'edizione del 1824) e “Paradiso perduto” di John Milton (realizzate nel 1808). Un lavoro fondamentale, con il quale l'artista inglese, attua una vera e propria rivisitazione critica dei due capisaldi letterari della cultura occidentale.

In poche parole una produzione visuale tra le più originali e dense di significati mai prodotte nel XIX secolo.

Di seguito una selezione delle sue migliori opere. Buona visione!

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