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Architettura Fascista: opere

La storia passa, gli uomini muoiono, ma le opere rimangono. Vi sarà capitato di girare nel centro di qualsiasi città italiana e vedere quei casermoni quadrati e imponenti con tanto di aquile, colonne e finestroni giganteschi, e soprattutto vi sarà successo di rimanere talvolta impressionati (o spaventati) dall'indiscutibile senso di grandezza di questi edifici.

Nessuna esaltazione politica per carità, ma bisogna ammetterlo: le opere costruite nel ventennio Fascista hanno lasciato un segno indelebile sul volto del nostro Paese. Dietro le manie di grandezza di Benito Mussolini, si nasconde una corrente architettonica tra le più interessanti e innovative del panorama europeo.

A metà tra neo classicismo semplificato (arte romana) e attitudine al funzionalismo, il Fascismo ha ridisegnato i centri direzionali e i palazzi pubblici con il risultato di sospendere nel tempo interi quartieri ed edifici. Sulla scia di diverse correnti artistiche come l'Art Déco, ma anche insospettabili influenze Bauhaus o altre ben più prevedibili come il contemporaneo Razionalismo italiano, il regime dei gerarchi fascisti ha edificato innumerevoli monumenti alla propria grandezza.

Città come Littoria (in seguito denominata Latina) quartieri straordinari come L'EUR, fori, stadi, case del Balilla e Colonie Marine. Con questa selezione di immagini, il sottoscritto vuole fornire una retrospettiva fotografica su una fase artistica che volenti o nolenti ha influenzato il mondo dell'architettura tricolore (e non solo) negli anni a venire. Per una volta mettiamo da parte gli indiscutibili aspetti storici e politici (su quello non si transige), confrontarsi con il passato vuol dire anche trascendere la politica per parlare di arte nella maniera più chiara e oggettiva possibile.

Buon approfondimento.