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Le Etichette che hanno fatto la storia: Touch and Go

Secondo appuntamento con la nostra rubrica settimanale dedicata alle etichette, indipendenti e non, che hanno fatto la storia con la S maiuscola.

Questa volta siamo approdati negli Stati Uniti, e per la precisione a Chicago, culla di uno dei laboratori musicali più incendiari in termini di rock alternativo. Touch and Go ragazzi: un nome, un programma!

Le gesta della mitica etichetta dell'Illinois sono indissolubilmente legate a quelle di un musicista/produttore noto come Steve Albini, per certi versi l'ideatore di quel sound devastante e chirurgico marchio di fabbrica della label in questione.

Impossibile non menzionare squilibrati come Butthole Surfers, Slint e Jesus Lizard nel tentativo di tracciare le coordinate del rock alternativo degli ultimi 20 anni. In tempi recenti la Touch and Go ha allargato il proprio raggio d'azione producendo dischi di inafferabile fascino come "Noah's Ark" delle Cocorosie, "Louden Up Now" degli imprevedibili Chk Chk Chk e pietre miliari assolute come il Secondo e il Terzo album dei Black Heart Procession, senza dimenticare i seminali e italianissimi Uzeda.

Procuraratevi un paio di cuffie per le orecchie, e abbassate leggermente lo sguardo. Troverete la Top Ten del sottoscritto, di cui addirittura sei album su dieci in full streaming.

E' proprio il caso di dirlo: buon ascolto e felice approfondimento.

PS: qualora non ne ve foste accorti, la Top Ten è in ordine rigorosamente cronologico.

Big Black: "Atomizer" (1986)

Rapeman: "Two Nuns and a Pack Mule" (1989)

Jesus Lizard: "Goat" (1991)

Slint: "Spiderland" (1991)

Shellac: "At Action Park" (1994)

Don Caballero: "2" (1995)

Dirty Three: "Ocean Songs" (1998)

Black Heart Procession: "2" (1999)

Blonde Redhead: "Melody Of Certain Damages Lemons" (2000)

Uzeda: "Stella" (2006)

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