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Le etichette che hanno fatto la storia: Def Jam

Se c'era un'etichetta che attraversava le barriere razziali, questa era senz'altro la Def Jam.

Fondata a New York nel 1984, era la naturale conseguenza di quella commistione culturale tra bianchi e neri, che volente o nolente caratterizzava gli ultimi vent'anni di storia della musica.

Malgrado l'evidente odio razziale, l'impatto mediatico del movimento Hip Hop riesce nell'intento di avvicinare i due fronti contrapposti, e la Def Jam di Russel Simmons (nero) e Rick Rubin (bianco) non fa altro che aprire la strada, con risultati sorprendenti.

Una vera e propria attitudine al superamento che ha trovato sfogo in quattro anni di larghissime vedute e sperimentazione senza compromessi. Da LL-Cool J al capolavoro del Thrash Metal “Reign in Blood", passando per i fondamentali Public Enemy fino al sound ibrido dei Beastie Boys. In seguito, nonostante le diverse vicissitudini economiche e legali, la Def Jam Recordings non ha perso il suo ruolo di punto di riferimento per la scena Hip Hop e R&B, diventando un colosso del genere con pesi massimi del calibro di Jay Z, Kanye West e The Roots, senza dimenticare il Nu Soul anni zero di Frank Ocean.

A voi una breve selezione discografica in ordine cronologico, con l'obbiettivo di ripercorrere la storia di un caposaldo della musica contemporanea.

Alzate il volume, e buon approfondimento.

LL Cool J - ”Radio” (1985)

Beastie Boys - ”Licensed to Ill” (1986)

Slayer - “Reign in Blood” (1986)

Public Enemy - “Yo! Bum Rush The Show” (1987)

Method Man - ”Tical” (1994)

Jay Z - “The Black Album” (pubblicato in collaborazione con Roc-A-Fella Records) (2003)

Kanye West -”The College Dropout” (pubblicato in collaborazione con Roc-A-Fella Records)(2004)

Nas - “Hip Hop is Dead” (2006)

The Roots - “Game Theory” (2006)

Frank Ocean - “Channel Orange” (2012)

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