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Io sto con i Giuda

  • Scritto da Orazio Martino
giuda I peggiori sono quelli che credono che dietro un certo tipo di sonorità spensierate non possa celarsi un discorso più profondo, che i dischi debbano suonare per forza "tristi" per regalare emozioni. Con i Giuda vi sbagliate di grosso, perché oltre ad essere un'onestissima e italianissima rock'n'roll band, il quartetto romano riprende un discorso, sì legato a dinamiche di natura nostalgica, ma non per questo estraneo ad una certa cultura musicale, in questo caso l'immaginario glam rock, britannico in primis, dei mitici anni '70. E non solo.

I Giuda hanno quel sound appiccicoso tipico dei migliori Sweet ("Fox On The Run" ve la ricordate?), i groove sensuali alla T-Rex, ma soprattutto il fiuto della grande band, quella che riesce ad infilarti almeno 5 o 6 singoli su dischi da 10-12 tracce.

Non è un caso che la loro ultima fatica discografica, "Let's do it again", abbia venduto più di 10mila copie in giro per il mondo, e che esponenti del calibro di Kim Fowley (mitico manager delle Runaways) si siano espressi a loro favore. Per non parlare della dimensione live, praticamente una tournée infinita che li ha visti suonare in Italia, in Europa e nel resto del mondo.

Ok, possono tranquillamente non piacervi (stesso discorso per l'immaginario culturale di riferimento), ma gettare merda gratuita su una band come i Giuda non va assolutamente bene.

E adesso gasiamoci un po'!