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I testi delle canzoni di Sanremo 2013

Perché Sanremo è Sanremo? Voglio dire, cosa rende un concorso musicale dozzinale e approssimativo l’evento televisivo nazionalpopolare più seguito dell’anno? Certamente la ritualità, il sentirsi parte di un’orgia collettiva che coinvolge tutti, chi più chi meno, nelle chiacchiere da bar, che siano reali o interfacciate da un social network, ironiche o di plauso, poco conta. Tutti ne parlano e tutti ne vogliono parlare anche solo per poter dire con un po’ di puzza sotto al naso “io non lo guardo.”

Altro fattore: le polemiche. Un Sanremo che si rispetti deve contenere almeno un paio di grosse polemiche e uno stuolo di polemichette (es. il vestito della tale ospite piuttosto che le scenografie o le luci o il televoto o la pioggia e il vento). Le polemiche sono il cacio sui maccheroni, la ciliegina sulla torta. Un’edizione di Sanremo senza polemiche è un fallimento, ma dato che anche questo sarebbe una polemica, una edizione di Sanremo senza polemica è un paradosso fisico.

Altro fattore, spesso secondario, sono le canzoni. Accessorio più che secondario forse. Perché di belle ogni tanto ne capitano, ma non è per la direzione artistica o la bravura di qualche cantante o autore. È più semplicemente la famosa legge dei grandi numeri, se spari cazzate una dietro l’altra prima o poi capita che dici una cosa giusta.

Ok, a proposito di cazzate passo al centro del mio articoletto: i testi delle canzoni in concorso la prima serata del festival di Sanremo 2013. Vi chiederete: perché?
Beh, la risposta è semplice. Se è vero che la musica è interpretabile e di gusto strettamente personale, i testi in teoria no. Ed estrapolati dal loro contesto possono dare un chiaro quadro della situazione attuale di autori che vivono in Italia nel 2013, cioè di quella gente che se va bene osserva il mondo e cerca di interpretarlo sotto forma di canzonetta, e se va male invece mischia a caso delle parole più o meno banali cercando di dare un senso alla propria inscrizione all’EMPA. Per fare un quadro più succinto degli eventi prenderò in considerazione solo i testi delle canzoni che hanno passato la preselezione.

Marco Mengoni: giustamente passa la canzone “L’essenziale” (Casalino/DeBeneddettis) e non “Bellissimo” (Nannini/Pacifico) chiaramente inspirata ad un reflusso gastrointestinale e quindi dedicata agli antiacidi come si può evincere da questi duri ma determinati versi:

“Arrivo in alto e in alto ci sei tu
Rimani accanto
Non smetti mai
di darmi fuoco
Mi brucerai
Rimani addosso
Proteggimi
dal mio dolore”

Ma veniamo a “L’essenziale”: testo apocalittico e scritto in originale in aramaico antico, nella traduzione perde un po’ della sua efficacia ed ad un orecchio disattento potrebbe sembrare la solita canzoncina d’amore. In realtà, ad una lettura più attenta si capisce come la canzone sia inspirata dalla setta degli illuminati e che il suo significato sia quello della venuta di un nuovo ordine mondiale, “essenziale” per l’appunto. Ecco la strofa rivelatrice:

“Mentre il mondo cade a pezzi
io compongo nuovi spazi
e desideri che
appartengono anche a te.
Mentre il mondo cade a pezzi
mi allontano dagli eccessi
e dalle cattive abitudini,
torneró all’origine,
torno a te che sei per me
l’essenziale”

Raphael Gualazzi: “Senza ritegno” è stata eliminata anche se proponeva immagini divertenti e un testo ben scritto, tinto di surreale e tentazioni più che reali, un passaggio vale la pena di riportarlo:

“leggere e scrivere non è abbastanza
mentre sbianca l’uomo nero tu prendi
coscienza”


Mentre è passata “Sai (ci basta un sogno)”, niente di esaltante, lista di palliativi ad una storia d’amore andata male, con utilizzo di termini aulici piazzati un po’ a caso. Come se ci volesse ricordare che siamo a Sanremo e che se non si fa l’amore in tutti i laghi dudududadada almeno:

“Posi libera nei sensi
la luce mormora
dalla finestra stanca
la tensione dei silenzi sembra descrivere
ogni tuo sguardo perso”

come a dire, non fai un cazzo mentre guardi fuori dalla finestra ma lo fai bene.



Daniele Silvestri: il noto cantautore di Bergamo Alta porta due canzoni molto diverse tra loro per forma e contenuti, passa “A bocca chiusa” a discapito di “Il bisogno di te” nota anche come “Salirò 2, quelchenonsifapercampà”.

“A bocca chiusa” è uno stornello romano di protesta, contro chi non si capisce bene, dovrebbe risvegliare un senso civico di rivolta ma pare più una sorta di best off di striscioni visti in giro. Paraculamente perfetta per la polemica Sanremese se non altro ha il coraggio di stare zitta quando non sa cosa dire:
“mmmmm mm
mmmm mmmm
mmm mm mmmmm
mmmm mm”



Simona Molinari e Peter Cincotti: Sfortuna vuole che la Molinari decide di vestirsi da sexy palla di natale accompagnandosi a un big jim che evidentemente ha trovato sotto l’albero. Altra sfortuna è che non sia passata “Dr Jekyll and Mr Hyde” storia di un sadico che si diverte a guardare gli incidenti in autostrada. Passa invece “La Felicità” storia del pentimento di un rapporto anale finito male:

“oh i need you back.
Io la mattina mi sveglio stanca
avvolta da una sorta di indolenza
mi vesto, mi spoglio, mi rimetto a letto
io senza te non sarò più la stessa
vorrei tornare indietro, amore, aspetta!
Lo so che ho sbagliato e ti chiedo scusa.
Amore io per te farei di tutto.”



Marta Sui Tubi: la polemica anche qui ci sta tutta, che ci fanno questi a Sanremo? La risposta è destinata a cadere nel vuoto, lo stesso vuoto che accompagna le canzoni. Sia l’esclusa “ascolta quanto sono indie e ti faccio un favore a stare qua e ti educo pure brutto stronzo” meglio nota come “Dispari” sia quella che è passata “Vorrei”, storia d’amore tormentata tra una pecora ed il suo pastore:

“Solo se lo vuoi tu
Chiedo perdono alla pastorizia perché con la mia condotta ho umiliato la reputazione
Della pecora nera
Chiedo perdono alle stalle che meritano sempre di ospitarmi ma che evito di frequentare troppo stesso”



Maria Nazionale: non è dato sapere se Nazionale sia un cognome, un appellativo o un marchio di origine protetta, fatto sta che “Quando non parlo” rimane l’unica canzone con la gloriosa rima “cuore/amore” portatrice di infinita classicità e sommo gaudio. Chiaramente non è passata, invece a concorrere per l’ambito titolo ci sarà “E’ colpa mia” anche se è colpa degli Avion Travel. Il testo in napoletano italianizzato non presenta verità sconcertanti o novità rivoluzionarie. Si rifà alla tradizione e li rimane. La storia è quella di un orologiaio incapace che tenta di truffare una cliente:

“E mo chell’ che è stat’ è sta’
E mo nun me fa cchiù stu terzo grado
‘O tiempo corre annanz a mme
Nun resta tiempo pe’ sapè
Sì è colpa mia”



Chiara Gagliazzo: chiudiamo in bellezza con queste due perle di ermeneutica della possibile vincitrice del festival. “L’esperienza dell’amore” viene cestinata ed attoniti e sbigottiti ci chiediamo perché? Versi aulici come:

“L’esperienza dell’amore ti viene addosso come un treno
Non te l’aspetti ed hai paura
Però non puoi più farne a meno”

forse sono davvero troppo per la platea sanremese. C’è da dire però che anche la prescelta, “Il futuro che sarà” non scherza per complicatezza lessicale e uso etereo e mai scontato delle parole. Canzone di portata epocale in quanto introduce per la prima volta al festival l’annoso problema del cambio di spacciatore, quando si sa la strada che si lascia ma non quella che si trova:

“Spiegami il senso dimmi la verità,profeta
Fammi fumare venti d’immenso
Dimmi il futuro che sarà”



Bene, sta era c’è la seconda parte dei cantanti in gara, speriamo che anche questi siano in grado di mantenere alto il livello dell’attenzione e di stupirci con nuove e mirabolanti metafore.

Buona visione.