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Culti generazionali: System of a Down

Ve le ricordate la tipica festa delle superiori? Quella in palestra con le birre nello zainetto e il quadratino di fumo nascosto dentro le mutande? Ecco, ora fate un passo indietro nella memoria: qual era quella canzone che faceva saltare tutti, ma proprio tutti, pure la fighettina di turno con la faccia asfaltata di fondo tinta e la magliettina di Guess? Senza dubbio nel 90 per cento dei casi si trattava dei saliscendi da batticuore di “Chop Suey!”, probabilmente uno dei brani chiave dell'adolescenza di (quasi) tutti.

Alternativi, metallari, modaioli, maschi o femmine, nessuno si è salvato dalla potenza melodica dei System of a Down. Una band che aveva tutte le carte in regola per attirare ogni genere di giovincello in piena crisi ormonale. Dal sinistroide con la kefiah al collo, allo psicotico in cerca di emozioni forti, passando per le giovani e innocenti donzelle di cui tutti ci siamo innamorati.

Una carriera dedita al crossover, in cui le influenze mediorientali si mischiavano con i chitarroni Nu Metal e ritmi impazziti della sezione ritmica. Senza dimenticare l'immaginario politicizzato e antimperialista, decisamente al passo con quei tempi pieni zeppi di manifestazioni, G8 insanguinati e guerre per il petrolio. E poi bisogna ammetterlo, questi ragazzoni di origini armene sapevano come infiammare gli animi. A partire dalla voce di Serj Tankian, per molti il timbro vocale per eccellenza, destinato ad influenzare un'intera progenia di emuli e imitatori. Il tutto accompagnato dall'impatto non indifferente della chitarra di Daron Malakian, il basso ipnotico di Shavo Odadjian (il suo pizzetto farà scuola) e la precisione imperturbabile di John Dolmayan.

Dal 1998 al 2005, i System of A Down pubblicarono cinque album che definire generazionali è dire poco. Alzi la mano chi non ha mai fatto girare sul lettore CD un disco a caso tra “System of a Down", “Toxicity”, “Steal this Album!”, o il monumentale e conclusivo “Mezmerize/Hypnotize”?

Lo sappiamo, siamo dei senza cuore. In alto i fazzoletti, e forza e coraggio che la nostalgia non perdona.


Video fondamentali:

“Sugar”

“Spiders”

“Chop Suey!”

“Toxicity”

“Aerials”

“B.Y.O.B”

“Question!”

“Hypnotize”

“Lonely Day”

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